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Cavatigozzi, viaggio
nel tempo coi giocattoli
d'epoca alla mostra mercato

Domenica 23 Settembre a Cavatigozzi si terrà la 55esima edizione di ‘Un milione di giocattoli’, la mostra mercato del giocattolo d’epoca e da collezione. In questa edizione saranno presenti oltre 200 espositori italiani e stranieri. L’Associazione Italiana del giocattolo d’epoca, in collaborazione con le collezioniste Donatella Del Debbio ed Elisabetta Sgualdini, propone poi un’inedita esposizione delle bambole amiche Susanna, Sylvie, Sheila e Simona. L’ospite d’onore della manifestazione sarà il Prof. Ferdinando Superti Furga che, dicono gli organizzatori, “avremo il piacere e privilegio di conoscere”.

I responsabili dell’evento sottolineano poi come nel panorama mondiale la Furga sia stata una delle ditte italiane che “si è distinta per la sua creatività non solo perché ha realizzato bambole fortemente caratterizzate da espressioni particolari come ad esempio Pieretto, Ninetta, Andrea e Poldina, ma anche perché ha creato per altre bambole come appunto le tre ’S’, tutta una serie di abiti e accessori dando vita addirittura ad una linea denominata ‘Alta Moda Furga’”.

“La bambina che riceveva in regalo una delle tre bambole – raccontano gli organizzatori – trovava nella confezione di vendita anche un piccolo catalogo di abiti e accessori: in tal modo la fortunata poteva sognare e scegliere con quale abito avrebbe vestito la sua bambola per la gita in montagna piuttosto che per la serata di gala o per il pomeriggio con le amiche. Ogni anno il catalogo veniva cambiato, proprio come si fa nella moda, proponendo nuovi capi di abbigliamento e in alcuni casi venivano riprodotti abiti di grandi firme”.

Tutti questi vestiti e accessori necessitavano però di adeguati contenitori, ecco quindi la realizzazione di armadi, cassettoni e valigie oltre a tutta una serie di appendiabiti realizzati in legno e di manichini per i vestiti.  A distanza di 50 anni “il mito delle quattro ’S’ non è svanito: oggi un abito in scatola può raggiungere prezzi importanti tanto quanto un abito vero”.

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