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'Hic Sunt Leones':
presentato a Vescovato
il nuovo libro sulla Leoncelli

VESCOVATO – “Hic Sunt Leones”: è la scritta che campeggia al mitico “De Micheli”, il campo che ancora oggi ospita a Vescovato le gare della Leoncelli. Una scritta alla quale deve praticamente tutto questo club, sorto ufficialmente nel 1949, anche se il calcio – a Vescovato come nel resto d’Italia – era partito molto prima e sotto altri nomi, come Sport Club, ad esempio. 

Da venerdì pomeriggio “Hic Sunt Leones” è anche il titolo del libro, scritto da Giorgio Barbieri con alcuni inserti di altri colleghi della carta stampata, che documenta, in 176 pagine edite da FantiGrafica in 600 copie numerate, questa storia. Una piccola impresa, realizzata in otto mesi, voluta fortemente dalla stessa società calcistica e dal Lions Club di Vescovato alla soglia dei 70 anni della Leoncelli, che saranno compiuti nel 2019. Lo stesso Barbieri ha presentato presso l’Auditorium delle scuole medie del paese il volume, biancorosso sin dalla copertina, assieme al presidente del Lions Club Giuseppe Ferrari, a Giacomo Spedini e ad Ugo Sartori, cui si deve uno dei primi saluti sul volume, ricordando l’idea del libro avuta assieme ad Adolfo Piseri, fondatore della Leoncelli e memoria storica del paese. 

Storia di una squadra di calcio, gloriosa, salita fino in IV Serie (il compianto Emiliano Mondonico fissava nelle sfide alla Leoncelli i veri derby della Cremonese) e capace di battere i grigiorossi in un mitico incrocio allo Zini il 1° ottobre 1967. E ancora i campioni di oggi e di ieri, la favola dei fratelli Giacomo, che partecipò nel calcio alle Olimpiadi di Londra 1948, e Italo Mari, che dal calcio a Vescovato passò al tiro a volo e gareggiò a Mosca 1980; la leonessa Dolly, “prestata” per così dire da un circo, e divenuta il simbolo di quella squadra, immortalata in una foto in bianco e nero che si è presa la copertina del libro; il settore giovanile dedicato nel 2009 a Candido Cannavò, storico direttore della Gazzetta dello Sport. 

Un romanzo calcistico capace però di andare oltre il rettangolo di gioco, guardando anche alla Storia del paese e alla Storia d’Italia, quando il calcio divenne anche strumento di propaganda, nel Periodo Fascista al quale si devono architetture tuttora ben visibili al “De Micheli”. Un pomeriggio vissuto dinnanzi a giornalisti, tifosi, vescovatini doc ed autorità, come – tra gli altri – l’ex presidente del Coni provinciale Achille Cotrufo, Andrea Denicoli, delegato della Figc cremonese, il presidente della Provincia di Cremona Davide Viola e il professore Pierluigi Torresani. La Leoncelli oggi milita in Terza categoria, ma vuole risalire presto, a partire dal campionato che parte domenica dalla trasferta in casa della Stagnolmese. Una missione non banale, per riscoprire i fasti del passato: quelli che, per chi passa da Vescovato, tutt’oggi sono identificati in quella frase: “Hic Sunt Leones”. 

Giovanni Gardani 

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