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Scontri al corteo, la Corte
di Cassazione: Inammissibili
i ricorsi, resta la devastazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da tre dei quattro arrestati della prima tranche dell’inchiesta sugli scontri avvenuti al corteo antifascista del 24 gennaio del 2015. I tre sono stati quindi condannati ad una multa di duemila euro ciascuno da versare alla cassa delle ammende e a rifondere le spese di parte civile. Dunque come sentenza definitiva resta quanto deciso il 13 dicembre del 2015 dai giudici dell’appello che avevano confermato l’accusa di devastazione per tre dei quattro imputati, anche se avevano ridotto le condanne rispetto ai quattro anni del primo grado. Tre anni e otto mesi erano stati inflitti a Mattia Croce, 22 anni, cremonese, frequentatore del Kavarna, ad Aioub Babassi, 22 anni, bresciano, e a Matteo Pascariello, 25 anni, bolognese residente a Lecce. Per Mauro Renica, 32 anni, bresciano appartenente al centro sociale Magazzino 47, che aveva lanciato un bengala contro la polizia, il reato era stato riqualificato in resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Per lui condanna a 2 anni, un mese e 10 giorni di reclusione. A fare ricorso in Cassazione sono stati Babassi, Renica e Pascariello.

Confermati, tranne che per Renica, i risarcimenti alle parti civili, Comune di Cremona in primis (rappresentato dall’avvocato Cesare Gualazzini) con una provvisionale di 200.000 euro. “Sono soddisfatto”, ha commentato l’avvocato del Comune. “Era la sentenza che la città di Cremona si aspettava”. Anche il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti ha espresso soddisfazione in merito alla pronuncia della Cassazione. “Siamo soddisfatti. Cremona e i cittadini cremonesi meritavano questa sentenza per i danni e i disagi subiti. Grazie all’avvocato Gualazzini che ci ha seguito in questo percorso e all’ufficio legale del Comune. Ora attendiamo fiduciosi la seconda tranche del processo”.

Una linea, quella del reato di devastazione, che invece non era stata riconosciuta dal gup di Cremona Christian Colombo che il 14 luglio del 2016 aveva emesso sentenza nei confronti del secondo gruppo di arrestati, quello composto dal cremonese Filippo Esposti, 28 anni, informatico militante del centro sociale Dordoni e già imputato per la rissa di via Mantova con esponenti di CasaPound, Giovanni Marco Codraro, siciliano 24enne attivo nei collettivi universitari, e il bresciano Samuele Tonin, 27 anni. Esposti era stato assolto, mentre Codraro e Tonin condannati a 9 mesi e 26 giorni il primo, e 10 mesi e tre giorni il secondo, per i reati più lievi di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Contro la sentenza del gup Colombo, la procura di Cremona è ricorsa in appello.

Sara Pizzorni

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