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Poliziotti sui treni lombardi,
linee cremonesi tagliate
fuori da Regione e Trenord

Poliziotti in divisa sulle linee ferroviarie lombarde, ma non su quelle che interessano Cremona. L’annuncio diramato ieri dal governatore Fontana delude i pendolari cremonesi, che sperimentano tutti i giorni se non episodi di criminalità, quantomeno comportamenti al di fuori dalla legalità (ad esempio chi viaggia senza biglietto). Le linee indicate da Fontana al ministro degli Interni Matteo Salvini affinchè venga potenziato il servizio sui treni, sono la S9 Saronno-Albairate; la S7 Milano-Monza-Molteno-Lecco; la Milano Porta Genova-Mortara; la Bergamo-Treviglio e la Milano-Carnate-Lecco, ritenute, di concerto con Trenord, le più a rischio di aggressioni e microcriminalità e quindi più bisognose di un maggior presidio delle forze dell’ordine.

“Apprendo da alcuni quotidiani –  commenta Matteo Casoni, referente del comitato pendolari InOrario – la notizia che il servizio di sorveglianza armata, voluto da Regione Lombardia ed avallato dal Ministero degli Interni, non vedrà coinvolta nessuna delle linee del nostro territorio. Possiamo trarre due conclusioni: o le nostre linee non sono così ‘male’ come altre, nonostante problemi di questua molesta, passeggeri non paganti, spaccio e molestie siano all’ordine del giorno; oppure fortunatamente episodi violenti non sono così frequenti. Ma bisogna proprio attenderli?.

La seconda considerazione è questa: “Come al solito Regione Lombardia ha due visuali diverse: una verso il nord della Lombardia, molto ‘benevola’, ed una verso il sud della stessa, con i territori martoriati di problemi e carenze alle infrastrutture. E’ di fine ottobre 2017 il nostro documento che segnalava la problematicità della nostra linea, ma evidentemente il cambio di Assessori e Presidenti in capo a Regione Lombardia, oltre che al Governo, non si è portato dietro un adeguato passaggio di consegne, oppure le stesse non sono state prese in considerazione. Speriamo che la situazione si mantenga sufficientemente tranquilla e che gli episodi di violenza non si presentino, altrimenti qualcuno dovrà poi render conto delle proprie decisioni”.

Attualmente, in servizio alla Polfer di Cremona, che presidia tutte le direttrici (Codogno, Brescia, Mantova, Treviglio) ci sono sei agenti, “troppo pochi”, continua Casoni “per poter presidiare 24 ore su 24 le linee”. Tra i più noti episodi di violenza si segnala lo scontro tra il capotreno Stagnati e un viaggiatore senza biglietto, il primo aggredito dal secondo e poi licenziato per giusta causa da Trenord; l’aggressione al capotreno alla stazione di Cremona da parte del pizzaiolo la cui moglie aveva avuto un diverbio alla partenza da Milano; e ancora più tempo addietro, il ferimento con coltello ad una donna su un treno fermo in stazione in attesa di partire. Ma oltre a questi episodi clamorosi, continua Casoni, “si è ormai creata una situazione per cui il capotreno, anche quando accompagnato dalla security di Trenord, non va nemmeno più a chiedere i biglietti nei vagoni in cui è noto che stazionano i ‘portoghesi’. E se un’azienda volesse davvero migliorare il servizio, investirebbe di tasca propria in security, anzichè utilizzare le forze dell’ordine pagate dallo Stato”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Matteo Piloni, “Solo due mesi fa lo stesso Salvini era intervenuto per rimarcare la necessità per i pendolari e il personale di viaggiare in sicurezza, facendo proprio riferimento alla linea Cremona-Mantova, oggetto di un episodio che ha avuto eco nazionale” commenta il consigliere.

“Oggi scopriamo che tutta questa necessità non coinvolge le nostre linee, che non vedranno alcun “pattuglione” annunciato dal Ministro, di cui ricordiamo ancora l’impegno a inviare anche a Cremona nuovo personale di Polizia sui treni già per l’autunno. Il tema è serio e non va affrontato con gli annunci. Come PD abbiamo sollecitato la Regione e Rfi, e continuiamo a farlo, perché predispongano interventi strutturali che riguardano la sicurezza della rete ferroviaria, stazioni comprese. Proprio giovedì prossimo, in commissione trasporti, discuteremo una nostra proposta per istituire una struttura regionale che si occupi proprio di questo, mettendoci anche risorse sia regionali che nazionali. In attesa di conoscere la destinazione dei nove treni usati che Ferrovie dello Stato mette a disposizione di Trenord per affrontare i problemi dei pendolari e alla luce di queste ultime notizie, ci interessa capire quali siano i criteri che hanno portato ad escludere le linee del Sud Lombardia che, ancora una volta, rimangono fuori dagli elenchi delle priorità della Regione.”

g.biagi

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