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Col Fai alla scoperta degli
impianti idrici in città: torre
Civica e via R.Colombo

Le Giornate Fai d’Autunno a Cremona, nel week end del 13 e 14 ottobre, avranno per protagonista l’acqua, intesa come risorsa naturale il cui ciclo verrà esplorato dalla potabilizzazione alla depurazione e come monumenti storici. I volontari  cremonesi saranno attivi sabato dalle 14:30 alle 18:00 (ultimo ingresso 17:30) in due siti del centro storico, presso la casetta dell’acqua di via Realdo Colombo e presso la torre civica di palazzo Comunale. Si tratta dei primi esempi di impianti a servizio dell’acquedotto cittadino realizzati ad inizio Novecento. Quello di via R.Colombo è il primo impianto di potabilizzazione dell’acqua, che sostituì i pozzi privati, che non erano in grado di garantire nemmeno allora gli standard minimi di igiene. L’impianto fu costruito in una delle zone altimetricamente più depresse della città, contestualmente alla perforazione di un pozzo, che attingeva l’acqua da una falda a 40 metri di profondità. Dell’impianto di allora, ormai dismesso in favore di strutture più moderne, è comunque rimasta la stazione di rilancio, che garantisce all’acqua la pressione necessaria per raggiungere gli impianti delle case e due importanti vasche di stoccaggio.

All’interno della Torre civica, alta 42 metri, che insiste sull’angolo di piazza Pace di palazzo Comunale, è invece presente un serbatoio in cemento armato, costruito nei primi anni del 1900, ancora adibito a funzione di stoccaggio e raccolta d’acqua. La struttura è in grado di reggere un carico di acqua variabile, in media di circa 300 tonnellate che, regolando la pressione, permette la distribuzione dell’acqua ai cittadini residenti nelle aree centrali della città.

La giornata di domenica avrà il suo centro nella zona del depuratore, a sud della città, con accesso da via Bosco. Dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18:00 si svolgeranno visite guidate al depuratore, dove verrà illustrato il processo mediante il quale avviene la degradazione delle sostanze inquinanti presenti nelle acque civili ed industriali. La tecnologia principale e maggiormente diffusa sul territorio provinciale è basata sulla rimozione biologica degli inquinanti organici, quali carbonio, azoto ed in parte fosforo e in casi particolari trattamenti chimico-fisici associati a quello biologico per il completamento della rimozione del fosforo. Stesso giorno e stesso orario per la visita al potabilizzatore ovest, che insieme a quello est sono moderni impianti per il trattamento dell’acqua estratta dalle falde, rimuovendo sostanze quali ammoniaca, arsenico, ferro in eccesso, manganese, metano e idrogeno solforato: tutti componenti di cui i terreni cremonesi sono naturalmente abbondanti. Una volta trattata, l’acqua viene poi sottoposta a un procedimento di disinfezione e quindi distribuita nella rete di tubature cittadine. Ogni impianto è in grado di fornire una portata massima di 450 litri al secondo. g.biagi

 

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