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Istituto Stanga, Cremona dice
no alla proposta cremasca:
'Deve restare unito'

Cremona torna a dire no, come le volte precedenti, all’ipotesi di smembrare l’istituto Stanga in una parte cremonese e in una cremasca. Il consiglio provinciale infatti entro il mese di ottobre sarà chiamato a votare sulla proposta fatta dal consigliere consigliere provinciale Virgilio Uberti della Lega che prevede di staccare le sedi di Crema e Pandino dalla sede centrale di Cremona e inserile nell’offerta formativa dell’istituto Sraffa, per creare così un nuovo polo agroalimentare e delle professioni. Oggi la vicesindaco con delega all’Istruzione Maura Ruggeri ha incontrato Maria Grazia Nolli, dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore “Stanga” che le ha rappresentato la situazione della scuola e con la quale ha condiviso riflessioni e preoccupazioni in merito a questa ipotesi di dimensionamento. “E’ stato un incontro proficuo – dichiara la vice sindaco Maura Ruggeri – alla luce del quale ritengo doveroso richiamare l’attenzione su alcuni aspetti. Innanzitutto l’operazione di scorporo dello Stanga ne comprometterebbe l’identità e la specificità di istituto a chiara vocazione agraria, lattiero casearia ed ambientale, specificità su cui si fondano le ragioni dell’articolazione provinciale di tale scuola. Infatti, scorporare lo Stanga comporta necessariamente l’accorpamento della scuola ad altri istituti e la perdita di quella identità a cui è collegata anche la possibilità di utilizzo dello stesso Palazzo che il marchese Idelfonso Stanga ha destinato all’Istituto in quanto scuola di agraria”.

“Non si comprendono le ragioni – prosegue la Vice Sindaco – per arrivare in modo affrettato ad una tale operazione dal momento che l’Istituto presenta un numero ottimale di iscritti in base ai parametri ministeriali e, anche in virtù delle sue caratteristiche e della sua unitarietà, è molto ben posizionata rispetto alle opportunità occupazionali offerte a breve distanza dal diploma e relativamente al successo di quegli studenti che accedono all’università. La divisione dello Stanga, che porterebbe l’istituto ad assumere connotazioni diverse dall’identità originale, avrebbe riflessi sull’attrattività dell’offerta formativa le cui conseguenze ricadrebbero sugli studenti e non gioverebbe nemmeno alla gestione del personale dal momento che anche la composizione delle cattedre ne risentirebbe con l’aumento degli spezzoni. Tale operazione, inoltre, andrebbe necessariamente a disaggregare altre scuole sia in ambito Cremonese che Cremasco, introducendo ulteriori nuovi assetti, dopo un dimensionamento avvenuto solo nel 2017, che già aveva coinvolto diverse scuole comportando la necessità di consolidare sul piano amministrativo le nuove realtà che si erano costituite e che ora invece verrebbero nuovamente messe in discussione”.

“Non è possibile – conclude Maura Ruggeri – aggregare e disaggregare scuole a così breve distanza, come se fossero pedine di un gioco da tavolo. Prima di arrivare a conclusioni affrettate, invito pertanto a tenere in dovuto conto le considerazioni molto nette dell’Amministrazione Scolastica Regionale e Territoriale e quelle dei dirigenti scolastici rappresentati dall’ASCA, che mettono in guardia i decisori politici dal compiere operazioni di dimensionamento, come quelle che sono attualmente sul tavolo, che non garantirebbero né stabilità né utilità sia sul piano didattico e gestionale che su quello amministrativo”.

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