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Ciclabili: conteggiati 10mila
passaggi sulle piste,
quasi 3000 lungo viale Po

Sono stati elaborati i dati sui transiti delle biciclette effettuati durante la Settimana europea della mobilità sostenibile dello scorso settembre. In tale occasione il Comune ha promosso un conteggio straordinario del passaggio dei ciclisti, attraverso apposite spire, sulle principali piste previste dal Biciplan e quelle realizzate in questi anni (via del Sale, via Sesto-Picenengo, via Persico – tratto stadio – e via Brescia) e quelle che saranno realizzate nei prossimi anni, posizionate dai tecnici del Settore Mobilità del Comune e dal Servizio Segnaletica di Aem S.p.A., coordinati dall’assessore alla Mobilità Alessia Manfredini e dal consigliere comunale con delega al Biciplan Filippo Bonali in collaborazione con i volontari di Legambiente e di FIAB Cremona. Nel periodo di misurazione ci sono stati quasi 10mila passaggi al giorno come media giornaliera.

“L’analisi dei dati effettuata dai tecnici – commentano l’Assessore Alessia Manfredini e il consigliere Filippo Bonali – conferma l’importanza di avere piste in sede protetta e sicura: su queste tratte infatti è stato riscontrato un incremento di passaggi, in linea con quello che danno come riparto modale (ISTAT 2011) che vede più del 20 % dei cittadini cremonesi che utilizzano quotidianamente la bicicletta come mezzo di trasporto”. Nella graduatoria spicca viale Po, asse portante di collegamento tra la città e il comparto, ricco di attrazioni, lungo il fiume: sul lato nord il conteggio medio nei giorni feriali è di 1724 ciclisti, mentre sul lato sud ne sono stati contati 1210. Nella classifica di maggior frequenza segue via Fabio Filzi con 1912. Completa l’ideale podio delle ciclabili più utilizzate via Brescia, con 1355 passaggi, dato che conferma, afferma i Comune “la scelta compiuta di realizzare un sottopasso in sicurezza dedicato alle biciclette e pedoni”. Seguono quindi via Persico con 680, via Postumia con 587, via del Sale con 453, via Bosco con 373, viale Trento Trieste (primo tratto San Luca e via Palestro) con 318, via Milano – Cavatigozzi con 269, via Boschetto con 264, via Sesto e Picenengo con 222 e via Bergamo con 191 passaggi.

Oltre ai rilievi automatizzati a fine settembre è stato effettuato il rilevamento manuale dei passaggi di automobili e biciclette in centro, in due postazioni, con i volontari di FIAB Cremona, coordinati anche in questo caso da Piercarlo Bertolotti, e da Legambiente. In corso Pietro Vacchelli, angolo piazza IV Novembre, sono state contate le auto in entrata verso il centro e le biciclette in entrata e in uscita sulla corsia ciclabile: durante la sola mattinata i transiti delle bici sono stati 1360 mentre 1893 i passaggi dei veicoli. Nella seconda postazione, quella ubicata in corso Matteotti angolo piazza della Libertà, i transiti delle biciclette sono stati 1447 contro 1632 dei veicoli.

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Commenti
  • Mario Rossi SV

    Mancano i passaggi in contromano, sarebbero in prima posizione.

    • Orto

      In seconda o terza, ma sempre sul podio, gli attraversamenti col rosso.

      • Illuminatus

        Bravissimi. Se dunque così tanto cremonesi vanno in bici, perché le limitazioni alla circolazione delle auto dei meno abbienti e disagiati?

        • Orto

          Illuminatus, questo è un altro discorso…. Vanno benissimo le bici, non inquinano. Abbiamo fatto le piste ciclabili? Adesso facciamo i ciclisti. Facciamo nel senso di istruiamoli, mandiamoli a scuola qualche ora, facciamogli un esamino, diamogli un patentino, allunghiamo la paletta quando sgarrano.

          • Illuminatus

            D’accordissimo, stavo solo facendo notare che se, stando ai dati sopra riportati, da qualche parte il rapporto bici – auto è quasi 1:1, forse l’inquinamento dovuto alle quattro ruote non è così elevato come qualche ciclo-talebano vorebbe farci credere.

            Considerazione peraltro confermata dall’OMS e perfino LegaAmbiente Lombardia. (si vedano miei precedenti interventi su Cremonaoggi con citazioni virgolettate)

          • ajeje

            In effetti una robusta parte dell’inquinamento atmosferico (quasi metà del particolato, le famose polveri “PM10”) proviene da… caminetti domestici e stufe a legna, che scaricano tutto in atmosfera senza alcun sistema di abbattimento!
            Con buona pace di chi vede in ogni impianto industriale una fonte terribile di inquinamento.

  • Illuminatus

    “Nella graduatoria spicca viale Po […]sul lato nord il conteggio medio nei giorni feriali è di 1724 ciclisti, mentre sul lato sud ne sono stati contati 1210.”

    Il dato è evidentemente incompleto, perché non comprende i ciclisti che percorrono il viale in mezzo alla strada, specie il sabato e soprattutto la domenica.

  • Gianluca

    Qualche considerazione: via Persico in quale tratto? Nel primo da Via Brescia fino alla rotonda non le ho viste le spire. Seconda considerazione: ha vinto viale Po come transiti, dove le ciclabili esistono da mille anni e quindi non sono ascrivibili al merito di nessuna amministrazione recente. Quelle di nuova realizzazione non mi sembravano così frequentate.

  • ajeje

    Verrebbe da chiedere una cosa: la pista ciclabile di via Fabio Filzi dove sarebbe?
    Idem per via Brescia: non ci passo spesso ma, se c’è, è abilmente mimetizzata…

    Tra l’altro, anche se pochi lo sanno, esistono due piste ciclabili in via Riglio (inglobata nell’argine) e in via Acquaviva (avviluppata da una selva dantesca), giusto per incentivare la “mobilità dolce” delle migliaia di cremonesi che lavorano alla Ocrim, da Arvedi, all’Oleificio Zucchi, alla SOL, alla fabbrica di batterie Midac, e via discorrendo.

    “Chissà perché” queste piste ciclabili (che esistono, a differenza di quelle citate sopra – sono soltanto dei sottopassaggi, diamine!) non sono state prese in considerazione!