10 Commenti

'Ndrangheta a Bologna, arresti
e beni sequestrati. A Cremona
effettuate perquisizioni

Sono state effettuate delle perquisizioni anche a Cremona nell’ambito dell’operazione contro la ‘Ndrangheta portata avanti dai finanzieri del comando provinciale di Bologna, in collaborazione con i colleghi del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata di Roma e con il personale del comando provinciale di Reggio-Calabria e Frosinone. La nostra provincia, insieme a quelle di Bologna, Reggio-Calabria, Roma, Piacenza, Frosinone, e Monza-Brianza, è stata interessata dall’operazione “Nebbia Calabra” che ha permesso di sferrare un duro colpo alla cosca Iamonte di Melito Porto Salvo, di eseguire tre arresti per intestazione fittizia e un sequestro milionario di beni.

Una persona è finita in carcere, una ai domiciliari e una ha l’obbligo di dimora per il reato di intestazione fittizia di beni con l’aggravante di voler agevolare l’attività dell’organizzazione mafiosa. I sequestri di beni per un valore complessivo di circa 8,5 milioni di euro hanno riguardato appartamenti, garage, terreni, locali commerciali, capannoni industriali e quote di società.

I militari hanno perquisito nella zona di Mortizza, nel piacentino, l’abitazione di un uomo, al momento non indagato, che risulterebbe l’intestatario di una società con sede a Cremona che però gestisce una piattaforma logistica a Fiumicino, riconducibile al destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Con l’obiettivo di “fare nuovamente luce sulle modalità di infiltrazione nel tessuto economico delle organizzazioni malavitose”, il meticoloso lavoro delle forze dell’ordine si è concentrato sulle attività illecite svolte da un noto imprenditore di origini calabresi, operante nel settore dell’autotrasporto e trapiantato in città ormai dal 2000. Un soggetto “risultato essere in intensi rapporti personali e di affari con soggetti di primo piano della criminalità organizzata calabrese”. Una fitta rete schermante fatta di prestanome e società fittizie, sgominata grazie a un minuzioso lavoro fatto di accertamenti bancari, patrimoniali, intercettazioni telefoniche e soprattutto ambientali, con gli agenti dello Scico che hanno permesso di ricoprire di dispositivi per l’intercettazione l’intera abitazione dell’imprenditore mafioso.

“La continuità di questi rapporti con la ‘Ndrangheta è stata accertata sia dalle dichiarazioni due collaboratori di giustizia, che dall’intensa attività investigativa sui flussi patrimoniali e il network di società fittizie”, ha spiegato il colonnello Luca Torzani. “Le intestazioni fittizie nascevano dall’esigenza, per l’uomo, di non essere raggiunto da misure di prevenzione patrimoniali, essendo l’imprenditore già stato arrestato nel 2013 per reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, salvo poi essere rilasciato per assenza di prove. Bisogna evidenziare anche le capacità imprenditoriali di questo soggetto: tra i beni sequestrati, infatti, risulta anche un grande capannone industriale adibito a centro delle attività logistiche”.

Particolarmente significativo è l’esempio della tabaccheria all’interno del centro commerciale “Pilastro”, fittiziamente intestata alla figlia dell’imprenditore. Gli accertamenti avrebbero permesso di dimostrare come “parti considerevoli della provvista impiegata per l’acquisizione siano riconducibili a versamenti operati da soggetti di origini calabresi residenti in Lombardia, contigui alla cosca della ‘Ndrangheta di Desio, collegata ai Iamonte”.

© Riproduzione riservata
Commenti
  • coD77

    Se avessero rubato un paio di scarpe capirei l’indignazione ma questi in fondo si sono fottuti solo come minimo 8,5 milioni di euro, non ci farei neanche un articolo di giornale, sono solo ‘ndranghetisti

    • Roberto

      Di solito le donne per arrotondare fanno le pulizie, le sarte, le parrucchiere, etc. in nero.
      Gli uomini fanno in nero i muratori, gli elettricisti, i barbieri etc.

      Se fossero stati di colore avrebbero venduto borse in centro a Cremona, ma sono ‘ndranghetisti, persone che come questi sopra menzionati stanno commettendo irregolaritá e indipendentemente dall etnia, sono stati presi e ora verranno puniti in base alla gravità di ciò che hanno commesso.

      Tutto regolare, chi commette irregolarità e viene sospeso deve pagare, indipendentemente dal colore della pelle.

      • Illuminatus

        Concordo pienamente.

      • coD77

        Non parlavo della Legge (che fa il suo corso) ma dell’indignazione popolare.

        • Illuminatus

          “Furtarello”. Massignuuur…

          • coD77

            Massignur cosa?

          • Illuminatus

            Il furto è furto. Non “furtarello”. Illegalità che non va mai, in nessun modo, avallata in un Paese civile.

          • coD77

            Ma glielo devo spiegare?
            Ripeto che non parlavo della Legge ma dei commenti sulle notizie, tutti pronti a scandalizzarsi per un FURTO di 50€ ma nessun commento su degli ‘ndranghetisti che si fottono milioni.

          • Illuminatus

            Ci rinuncio. Buona giornata.

          • Andrea

            Non capisco perchè ti fai domande quando sai già le risposte. Non stai parlando a gente che può capire questi discorsi, ai lettori di Cremona Oggi non frega nulla di commentare i mafiosi, si fa più gruppo a prendersela con lo st****o che ruba al carrefour (che non sto assolutamente giustificando). Cremona Oggi lo sa, di fatti butta fuori ogni notizia che riguarda un immigrato anche se non ci sono informazioni. Non ha senso cercare razionalità, lasciali fare gruppo. Parla con chi ha voglia di ascoltarti piuttosto. E poi andiamo, i vari mario rossi non hanno nessuna intenzione di pensare, loro SANNO e dicono. Lasciali sapere, vedrai sempre 50 commenti sotto al nigeriano che ruba al famila e zero sotto i mafiosi. Chissenefrega, è CREMONA OGGI, e ha gli stessi commentatori da anni che dicono le stesse cose. Non ha senso perderci tempo.