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'Tu chiamale, se vuoi, emozioni'
Alla Nolli-Pigoli di Sesto
esposizione di foto di Tironi

Tu chiamale, se vuoi, emozioni. E’ questo il titolo che Mauro Tironi ha scelto per l’esposizione delle sue fotografie presso la RSA Nolli-Pigoli a Sesto ed Uniti. E’ lo stesso autore che nella presentazione della mostra ne spiega il titolo: “Che si usi uno smartphone o una costosissima macchina fotografica super professionale, escludendo le foto a fini documentaristici, si scatta perché si vuole fissare e perpetrare una emozione. Spesso la si vuole condividere, commentare, far sì che anche altre persone possano accomunarsi a noi nel partecipare a quella emozione. Anch’io non sfuggo a questo atteggiamento e scatto per mantenere viva la bellezza che quella situazione ha generato. La fotografia, per me, è emozione”.

Tironi è colui che ha avviato lo Spazio Espositivo Permanente presso la Nolli-Pigoli e ne ha coordinato il primo anno di attività, facendo esporre fotografi di elevata caratura quali Enrico Madini, Federico Zovadelli, Fabio De Gennaro, Luigi Briselli e Alberto Ghizzi Panizza. Per l’esposizione dei suoi scatti, il fotografo ha scelto cinquanta ‘emozioni’, con l’inaugurazione che avverrà domenica 16 dicembre alle 10.45. Anche questa mostra, come tutte le precedenti di questo Spazio Espositivo Permanente, godrà di una lunga durata: sarà infatti visitabile sino al 24 febbraio 2019, tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00.

La mostra è la tredicesima organizzata presso la RSA di Sesto ed Uniti, che si avvia al quarto anno di vita di questo progetto che ha saputo diventare “sempre più importante e seguito, consentendo di regalare bellezza, emozioni e cultura agli ospiti e a tutte le persone che a vario titolo gravitano attorno alla Casa di Riposo”, sottolineano i responsabili. Lo Spazio Espositivo Permanente, infatti, è un progetto in costante evoluzione e oggi affianca a quanto fatto una nuova iniziativa dedicata agli alunni delle classi IV e V della scuola primaria di Sesto. Coadiuvati dalle insegnanti, gli alunni visiteranno l’esposizione e saranno “stimolati a sviluppare il loro senso artistico e l’analisi critica, trasformando le emozioni suscitate dalle foto in pensieri scritti e diventando così dei giovani critici d’arte”. Già nella fase pilota, compiuta con la mostra appena terminata, i ragazzi hanno evidenziato “pensieri semplici nella loro composizione, ma al tempo stesso profondi per i temi trattati, frutto di menti giovani già dotate di grande sensibilità”.

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