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Il sindaco Bonaldi pronta a
registrare all'anagrafe stranieri
con permesso di soggiorno

“Ho giurato sulla Costituzione, non sulla Legge Sicurezza”. Così il sindaco Stefania Bonaldi, intervenuta all’incontro svoltosi martedì sera in Sala Ricevimenti, proprio in merito alle ricadute del Dl Sicurezza sui territori.

Il primo cittadino, come altri colleghi in tutta Italia, non vede di buon occhio la proposta avanzata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Vero che non spetta ai sindaci la decisione di sospendere l’applicazione della legge, se ritenuta incostituzionale. Vero altresì che diverse Regioni in queste ore stanno ricorrendo alla Consulta, a riprova di una diffusa situazione di preoccupazione per la compromissione di diritti primari e di fondati motivi di incostituzionalità dell’art. 13, così come di molteplici altre disposizioni contenute nel provvedimento”.

Per questo motivo la Bonaldi ha disposto di essere prontamente informata di ogni richiesta di iscrizione che pervenga agli Uffici e che ricada sotto l’ambito di applicazione della L. 132/2018”. Ciò al fine di valutare caso per caso e di volta in volta le situazioni che si presenteranno agli uffici comunali, “senza escludere, in extremis, interventi del sindaco in qualità di Ufficiale dell’Anagrafe”. Una presa di posizione forte, per la quale si mette in gioco in prima persona senza impartire ordini di servizio agli operatori comunali ma, in ipotesi al momento puramente eventuali, assumendone direttamente la potestà in qualità di ufficiale di governo.

I relatori dell’incontro organizzato dal consigliere comunale Emanuele Coti Zelati (La sinistra) hanno sviscerato le tematiche giuridiche e umane del decreto sicurezza. L’aspetto più tecnico, legato agli effetti della legge Sicurezza, è stato spiegato dall’avvocato Maria Luisa Crotti (vice presidente dell’Ucpi della Lombardia Orientale).

In particolare è stato illustrato l’articolo 13 della Legge, che nega la possibilità di ottenere la residenza al richiedente asilo in possesso di permesso di soggiorno. Questo mancato riconoscimento ha come conseguenza, denunciata da molti amministratori, la perdita di molteplici diritti (assistenza sanitaria, iscrizione dei figli a scuola, iscrizione alle liste di collocamento, rinnovo dei documenti di identità, diritto di firma negli atti della Pubblica Amministrazione e nei contratti di diritto privato). Una Legge, dunque, che “non persegue l’obiettivo della sicurezza, anzi: così facendo si creano solo più clandestini”.

Dello stesso parere don Luca Favarin, impegnato con la diocesi di Padova, nell’accoglienza dei migranti. Il sacerdote ha raccontato storie di violenza sessuale e psicologica, prostituzione, sevizie, dolore, sfruttamento e morte. “Vi butto addosso tutto questo perché è ciò che io ascolto da quattro anni. E mi domando perché chi ha vissuto tutto questo, arriva qui rischiando la vita e si trova davanti un muro alzato”.

Sulla scia di quanto detto da Papa Francesco (“meglio atei che cristiani ipocriti”, ndr), don Luca ha lanciato una provocazione: “A cosa serve andare in chiesa, accendere i ceri alla Madonna, se poi si aderisce a questa fabbrica di odio e razzismo? Per me – ha proseguito – non è normale che 50 persone attendano in mezzo al mare che i politici finiscano la propria diatriba. Schieratevi dalla parte dell’umanità”.

AmBel

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Commenti
  • Maumaro

    I preti, toccati nel vivo delle loro tasche, hanno chiaramente perso la testa. Definire una norma di BUON SENSO, che viene applicata DA TUTTI I PAESI DEL MONDO, una “fabbrica di odio e razzismo” è chiaramente indice che il fume di denaro facile che si nascondeva dietro la cosiddetta “accoglienza” è cosa a cui è difficile rinunciare. Ricordate i migranti della Diciotti “accolti” dalle diocesi e spariti dopo 2 giorni? Dove sono? Che fanno? Come si mantengono? Tutte risposte che non interessano i prelati.

  • Elio

    Se un sindaco non fa rispettare la legge subito a casa con consegueze sia amministrativi che penali. Il decreto sicurezza poi non mi risulta sia stato dichiarato incostituzionale. Comportamento a dir poco imbarazzante da parte del sindaco

  • Illuminatus

    Bene, allora anch’io farò i 200 in autostrada perché in Germania questi limiti non ci sono, e non pagherò più le tasse perché i miei contributi fiscali sono a mio avviso spesi male. Giusto?

  • Camillo Frangipane

    Cose da pazzi. Secondo questi sindaci esaltati stranieristi, chi arriva in Italia aggirando tutte le regole, basta che chieda asilo per avere diritto alla residenza e a tutti i servizi da noi pagati, anche se poi nel 80% dei casi non ha diritto a nessun asilo.

    • Illuminatus

      E’ proprio così. Uno straniero provi a chiedere un visto regolare d’ingresso in Italia… ne so qualcosa (per via dell’azienda dove lavoro). E’ ormai quasi impossibile. Ma se arrivi col gommone pagando i trafficanti tutto a posto.

      Vergognoso, e anche sospetto.

  • Alceste Ferrari

    I commenti che leggo partono da prese di posizione a priori e non da una analisi della realtà
    Stiamo parlando di persone che stanno facendo un percorso di inserimento attivo nella società, attraverso l’istruzione, la formazione professionale, la ricerca di lavoro
    Le mele marce sono un’altra cosa, non si può catalogare a priori uno come delinquente solo per la propria origine.
    Stiamo ai fatti con alcuni esempi.
    Stiamo parlando di persone che da domani non potranno firmare un contratto di affitto, essere regolarizzati sul lavoro, avere assistenza medica; questo anche in presenza di comportamenti ligi alle norme. Perché i permessi non vengono rinnovati, indipendentemente dalla qualità del soggetto.
    Presso il CPIA, scuola statale che forma gli adulti alla licenza media, decine di allievi che stanno ultimando il corso di studi non potranno, de facto, affrontare un esame perché privati (non privi, ma privati) di documenti.
    Lo stesso al CR Forma, dove si fanno corsi professionali (edili, meccanici, badanti, ecc)
    Che si fa di ‘sta gente?
    12 persone che da due anni collaboravano attivamente con la casa di riposo di Cingia de Botti, apprezzati dagli operatori e facenti funzioni di assistenza e compagnia impossibili da gestire per la struttura con i propri mezzi, dal primo gennaio sono stati letteralmente cacciati in applicazione di questa legge, malgrado nessuno li volesse mandar via
    Che si fa di ‘sta gente? In mezzo alla strada?
    Con quali ripercussioni per l’ordine pubblico?
    Possibile che non riusciate s capire che c’e una integrazione possibile e utile, quella che si basava sul sistema SPRAR ora demolito da questa legge?
    Possibile che si faccia di un erba un fascio senza vedere i casi uno per uno?
    Qui non si tratta di buonismo, ma buonsenso

    • Illuminatus

      “I commenti che leggo partono da prese di posizione a priori e non da una analisi della realtà”

      Caro Alceste, sempre autoreferenziale come al solito. Anch’io so qualcosa di questa “realtà” anche se non mi aspetto che me lo riconosca. Lei non conosce la mia storia. Tutti noi abbiamo i nostri limiti – ed il Suo è che non si rende conto che anche altri possano avere ragione.

      • Alceste Ferrari

        Non capisco sta storia dell’autoreferenzialita: mi sembra un po’ una scusa per cambiar discorso
        Io sto parlando di cose concrete, dalla vostra parte leggo invece valutazioni sospese nella teoria
        Che abbia insegnato a CRForma mi fa piacere, che non l’abbiano pagata adeguatamente mi dispiace molto (anzi, mi fa incazzare perché è quanto accade anche per altre professionalità come la mia, ma questo è altro discorso)
        Ma se, quindi, conosce la situazione dovrebbe avere chiare le conseguenze provocate da queste norme: la mia tesi è che all’estensore di quel decreto erano esattamente chiare fin da subito le conseguenze di disordine che si sarebbero create e che si creeranno.

        • Elio

          Spero creino il ritorno a casa di chi non riesce a mantenersi lavorando e che l’Italia diventi meno un luogo nel quale possano girare persone entrate illegalmente nel nostro paese in quanto meno agevolate a rimanere. Tra loro ci sono sia delinquenti che no ma prima cer hiamo di risolvere i problemi ai molti italiani che ne hanno e poi a tutti gli altri

        • Illuminatus

          Con “autoreferenzialità” mi riferisco al modo che Lei formula affermazioni giudicanti su altri che la pensano diversamente, solo su questa base e non interrogandosi sul pensiero che c’è dietro.

          Dietro il mio pensiero non c’è il vuoto, bensì la fisolofia di Sir Karl Popper, autore de “La Società Aperta ed i Suoi Nemici”. Anni fa ho avuto l’onore di passare un pomeriggio a tu-per-tu con lui a casa sua in Inghilterra; ho cenato (due volte) con il suo collaboratore Bryan Magee; do del tu a chi ha cercato di coglierne l’eredità, Mark Notturno. Ed infine, sebbene non conosca personalmente George Soros, allievo più illustre di Popper al London School of Economics, un mio caro amico (Dr. W.B., candidato al Nobel per la medicina) è in stretto contatto con lui e nelle nostre serate insieme se ne parliamo.

          Senza scrivere un libro al riguardo, posso comunque suggerire la lettura di uno di Popper, “Tutta la Vita è Risolvere Problemi” (1994). In breve: risolvi un problema, e ne crei un altro. Risolvi quello e ne nasce un altro ancora. Ad infinitum.

          E’ per questo che nei miei interventi qui sono nella teoria piuttosto che nel concreto: nella pratica non c’è nulla che si possa fare nel contesto di cui parliamo senza creare nuovi problemi, pure con le migliori intenzioni. Dimostrazione macroscopica? Il voler aiutare gli immigrati da’ solo più forza a chi se ne oppone (ved. Salvini & C.).

          • Alceste Ferrari

            Tesi decisamente interessante e affascinante. E, per certi versi, demoralizzante: poiché da ogni soluzione nasce un problema, tanto vale non far nulla.
            Ma a questo punto la scelta è fra vivere e morire.
            Già il titolo definisce l’assunto: la vita è inevitabilmente scelta; anzi, di più, la scelta è motore della vita
            Mi dici di operare più su concetti teorici che concreti: posso capire, ma se si trattasse di una lavatrice rotta riparabile quando arriva il pezzo, o un televisore, che si può gettare in discarica; o un investimento finanziario, che può arricchirmi o indebitarmi a seconda della tempistica, potrei convenire che una scelta o l’altra o nessuna poco incide
            Ma qua si parla di umanità, storie, sensibilità, vite: inevitabilmente bisognerà essere concreti e posizionarsi
            Personalmente ho scelto una parte; nei fatti, purtroppo, temo di divenire più teorico di te, poiché non ho strumenti e comunque non sono un missionario

          • Illuminatus

            Oggi a tavola parlavo del valore di “fare del bene agli altri” con i miei figli. In fondo eravamo tutti più o meno d’accordo su fatto che l’uomo è sostanzialmente egoista. Uno di loro sosteneva che “fare del bene” è solo ipocrisia, perché serve per farsi vedere, guarda come sono bravo, ecc.. Io sostenevo invece che si può “fare del bene” per la soddisfazione interiore che se ne ricava, ma che anche questo è sempre comunque, alla fine, una forma di egoismo.

            Io non mi permetto di chiedere a Lei perché fa quello che fa. Io personalmente faccio quello che posso, nel mio piccolo, per poter dare indietro ai meno fortunati un po’ di quello che io stesso ho avuto in dono da altri, spesso senza particolare merito, oltre alla mera fortuna. Ma anche per dare l’esempio ad altri, soprattutto quelli con maggiori possibilità rispetto a me, di fare anche loro la loro parte. O almeno qualcosa!

            Per quanto riguarda il problem-solving: ne ho parlato proprio a lungo con Popper proprio di quello, sulla scia del libro pubblicato proprio in quel periodo. Dopo la sua spiegazione sul propagarsi all’infinto di problemi di risolvere, gli ho chiesto: “Ma allora, se cercare di risolvere problemi è ultimamente inutile, perché darsene la pena?”

            Ognuno di noi ha la propria risposta. Quella di Popper fu data col sorriso filosofico: “Because it’s interesting.”

    • Elio

      Non e’ vero. Non verranno iscritti all’ anagrafe ma l’ assistenza medica sara’ garantita cosi come l’ istruzione dei figli. Legga con attenzione il decreto. Poi le leggi vanno sempre rispettate o questo viene messo in dubbio?

      • Alceste Ferrari

        La certificazione di domicilio non è sufficiente per questi atti; in assenza di residenza assistenza sanitaria, iscrizione dei figli a scuola, contratto d’affitto ecc ecc sono inammissibili, quindi vietati.
        Legga con attenzione il decreto, soprattutto tra le righe.
        Le leggi vanno certamente rispettate, ma se sono inefficienti o dannose o lesive divdiritti, vanno fortemente contestate con ogni mezzo la legge preveda

        • Elio

          Quindi si contestano ma si rispettano. E gia qui va bene. Ma come le ripeto sia ‘assistenza sanitaria che il diritto allo studio dei figli sono garantiti. Su questo punto del decreto esponenti del governo hanno assicurato che non ci saranno problemi. Se poi sorgeranno problemi a riguardo ed i sindaci hanno fatto tutto a norma di legge sara’ il governo ad assumersene la responsabilta’. La cosa sorprendente e’ che per una legge riguardante gli stranieri i sindaci si scaldano cosi tanto e su leggi altretranto duscutibili le applicano senza muovere ciglio,non ci bada? Poi questa legge va a colpire prevalentemente chi e’ entrato in Italia illegalmente in quanto il peemesso di soggiorno per motivi umanitari e’ dato a loro,quindi oersone che hanno gia violato la legge e non dovrebbero neanche essere qui