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Nuovo step Piano Mobilità:
portarlo a termine
costerebbe quasi 30 milioni

Portare a compimento tutte le azioni previste dal Pums (piano urbano mobilità sostenibile) da qui al 2030, costerebbe quasi 30 milioni. Parliamo di un orizzonte temporale medio lungo, quello delineato nelle linee strategiche di intervento redatte dai tecnici di Redas Engeneering e Tema, le società che per conto del Comune stanno redigendo il Piano, di cui in questi giorni è stato depositato il  Rapporto Ambientale, la Sintesi non tecnica e la proposta del Documento di Piano nell’ambito della procedura di Vas (documenti consultabili sul sito del Comune).

Già noti gli obiettivi del piano nell’arco temporale: diminuire l’utilizzo delle auto private nel contesto urbano, passando dal 53% attuale al 30%; aumentare la mobilità pedonale dal 22 al 30%; quella ciclabile dal 20 al 30%, infine raddoppiare l’incidenza del trasporto pubblico dal 5 al 10%.

A questo si dovrà arrivare attraverso varie azioni che implicano diversi investimenti, secondo questa tabella di sintesi:

Come si vede, gli interventi più onerosi riguardano la linea strategica 2, che include, ad esempio, la delimitazione di nuove zone 30 e ztl (costo 800mila euro), la riorganizzazione degli spazi di sosta auto, anche con rimodulazione delle tariffe e la realizzazione di nuovi parcheggi di interscambio per un totale di 900 nuovi posti e un valore di 4,5 milioni. Altro investimento andrebbe fatto sul fronte delle dotazioni tecnologiche per favorire la sosta: indirizzamento, pagamento, sanzioni. Un milione il costo in questo caso. Sono previsti incentivi per uso di e-bike e city bike (200mila euro) e previste premialità che chi fa car sharing (100mila). Per “massimizzare la sicurezza degli spostamenti”, importo previsto 4.420mila euro, sarò necessario mettere in sicurezza gli attraversamenti pedonali, creare aiuole spartitraffico e fare opportune campagne di sensibilizzazione. Grande importanza viene data anche al tema della logistica e distribuzione merci: è in previsione un’area a questo scopo, di circa 55mila mq nei pressi di San Felice (5 milioni il costo previsto) oltre a misure per definire meglio l’ingresso in città dei camioncini, privilegiando mezzi ibridi, elettrici e comunque non inferiori all’Euro4.

“L’obiettivo generale del PUMS di Cremona – si legge – declinato agli orizzonti temporali di medio (2025) e lungo periodo (2030), è ottenere un sistema della mobilità urbana e dei trasporti che assicuri un rapporto equilibrato tra esigenze di mobilità, qualità della vita, protezione ambientale, salute e sicurezza dei cittadini e accessibilità della Città e delle sue funzioni”.

Al trasporto pubblico, che andrà a gara a metà 2020, sono dedicati molti capitoli. Si legge tra l’altro: “Il nuovo assetto di rete dovrà in particolare traguardare una revisione (e riduzione delle lunghezze) degli attuali percorsi che dovranno seguire, per quanto possibile linearmente (limitando le deviazioni), gli assi preferenziali del trasporto pubblico:
• i principali assi radiali: via Milano, viale Po, via Ghisleri, via Giuseppina, via Mantova, via Persico, via Brescia;
• gli assi viari del Ring urbano (in particolare via Dante, viale Trento Trieste, via Del Giordano) che assolvono ad una funzione di distribuzione dei passeggeri nei vicini recapiti dell’area centrale.
Un servizio di trasporto pubblico appetibile, cioè in grado di competere con il modo di trasporto privato, deve essere necessariamente affidabile, regolare, veloce e confortevole”.

Tra gli interventi riguardanti il centro storico, si prevede l’estensione della ZTL, “come già previsto nel piano della sosta (anno 2015), in Corso Vittorio Emanuele II (da piazza Stradivari all’intersezione con via Ponchielli/via Ala Ponzone) e in C.so G. Garibaldi (dall’intersezione con via Villa Glori all’intersezione con via dei Mille)”. g.biagi

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