Un commento

'Cambiare modello di
sviluppo', studenti in campo
per lo sciopero del clima

foto Sessa

Secondo ‘sciopero del clima’ anche a Cremona, questa mattina da parte di numerosi studenti delle superiori cremonesi che in brevissimo tempo si sono organizzati per riportare  l’attenzione di chi compie scelte politiche sull’emergenza che più di tutte minaccia il loro futuro, ossia i cambiamenti climatici. Il gruppo cremonese si è ritrovato in piazza Marconi alle 10 e da lì, dopo aver sistemato cartelli e striscioni, si è mosso in direzione di corso Campi. Dopo aver percorso corso Garibaldi e viale Trento Trieste hanno fatto ritorno verso il centro passando per via Palestro, via via raccogliendo nuove adesioni.

Un movimento transnazionale, Friday for Future, nato dall’iniziativa dell’ormai celebre  ragazzina svedese Greta Thunberg  i cui obiettivi vengono così sintetizzati da Francesco Gottardi, studente del liceo classico Manin, tra gli organizzatori del movimento cremonese: “Agiamo a due livelli, uno più personale, inteso come cambiamento degli stili di vita; ma anche con un obiettivo più generale, quello della messa in discussione del modello di sviluppo e di consumo occidentale che ci ha portato a questo punto. Sul piano locale ci sono diverse cose che si possono fare: incrementare il verde pubblico, fare piste ciclabili, ad esempio. E poi le scuole, i consigli di istituto, i Comuni, hanno la possibilità di fare  una dichiarazione di emergenza climatica, come già è successo  in scuole di Napoli, Foggia e Torino e nella città di Milano”. E’ una dichiarazione di intenti dal valore simbolico e pratico, più soggetti lo fanno contemporaneamente e più il problema de clima viene preso in considerazione”. Attraverso la dichiarazione,  si prendono anche impegni concreti attraverso piccole azioni, ad esempio rendere gratuito il trasporto pubblico per gli studenti.

Ragazzi che si mettono in gioco, ma che diventano anche bersaglio di critiche, come mostrano certi commenti sui social (‘sporcano, lasciano dietro di sé mozziconi e bicchieri’, ecc.): “E’ un classico, ci stiamo abituando. Come detto, il nostro impegno muove dalla sfera individuale, cambiando stili di vita, quindi ci impegnamo a non  lasciare mozziconi per terra; ma la nostra riflessione è anche più ampia: interroghiamoci  ad esempio sui motivi per cui le sigarette vengono prodotte e prodotte in un certo modo. Non ci fermiamo all’ecologismo, quello in un certo senso ‘commerciale’ che rischia di non incidere veramente, ma cerchiamo di allargare il discorso ad una riflessione più generale”.

g.biagi

foto Sessa

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Commenti
  • Elio

    Biglietti per i mezzi pubblici non gratuiti per gli studenti ma diversificati in base ai redditi famigliari si. Fidel castro a cuba aveva messo fratuiti i mezzi pubblici ma poi ha smesso in quanto essendo gratuiti la gente ne abusava incrementandone inutilmente i chilometraggi annui. Piu che le cicche le grandi catene alimentari,i beni in particolar modo alimentari quindi etnici e frutta e verdura non italiana,i prodotti elettronici con batterie e l uso di carburanti provenienti da paesi con estrazioni contro le regole internazionali ambientali come l eni e la shell in nigeria per esempio,sono cose piu dannose per l ambiente,e poi bisognerebbe studiare bene gli effetti dei telefoni cellulari: pensiamo che negli stati uniti negli anni 50 le esplosioni atomiche erano spettacolo da ammirare con gli occhiali da sole… Ottimi principi ma sarebbe meglio cambiassero.obbiettivi e andassero piu nel concreto