Un commento

Allarme caldo record, a
Cremona punte di 40°C
E la frutta brucia nei campi

L’alta pressione di origine africana insistente sull’Europa sta causando un progressivo rialzo delle temperature anche sulla Lombardia. In particolare, nella giornata di oggi, giovedì 27 giugno, le massime oscilleranno tra 37 e 40°C sulla parte più bassa della pianura e in capoluoghi come Pavia e Cremona. E’ possibile il superamento di alcuni record per il mese di giugno, come i 36°C toccati a Milano nel 2014. Ad annunciarlo è l’Arpa Regionale, che sottolinea anche come sarà un caldo a tratti molto afoso. “Gli estremi termici – si legge in una nota – previsti saranno infatti accompagnati da elevati tassi di umidità, i quali provocheranno un disagio da calore intenso su tutte le province, come riporta il bollettino HUMIDEX pubblicato quotidianamente sul sito dell’Agenzia dal 1 giugno al 15 settembre”.  La situazione si manterrà senza variazioni di rilievo anche venerdì 28, mentre un lieve calo termico si percepirà nel fine settimana, ma sempre con temperature al di sopra delle medie stagionali.

Condizioni che favoriscono l’ulteriore innalzamento dei valori di ozono in atmosfera, che ieri in alcune province lombarde hanno superato la soglia di allarme (massima media oraria di 240 microgrammi/metrocubo), oltrepassando per il terzo giorno consecutivo la cosiddetta soglia di informazione (media oraria di 180 µg/m3).

Per quanto riguarda i livelli di ozono rilevati da Arpa Lombardia, ieri il livello più alto è stato registrato a Meda, nella provincia di Monza e Brianza, dove si è raggiunto il valore di 370 µg/m3. Seguono i 299 µg/m3 rilevati in provincia di Como; 263 µg/m3 in quella di Bergamo, 256 µg/m3 Varese; 245 Lecco; 243 Milano; 228 Brescia; 226 Cremona; 212 Lodi; 207 Pavia; 203 Mantova. Resta invece sotto la prima soglia la provincia di Sondrio, dove il livello di ozono si attesta sui 173 µg/m3.

Le temperature eccezionalmente elevate di oggi saranno in lieve calo tra venerdì e sabato, mantenendosi comunque ancora al di sopra della media. Conseguentemente, rimarranno elevati anche i livelli di ozono.

 

Un caldo che si ripercuote non solo su uomini e animali. Nelle campagne, infatti, sta bruciando frutta e verdura pronte per la raccolta. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti che sottolinea come le alte temperature abbiano provocato perdite dal 10% al 30% del raccolto in alcune aziende della pianura padana dove si registrano i picchi di calore più elevati. Dalle angurie che mostrano evidenti segni di scottature con sfregi bianchi sulla buccia ai peperoni ustionati con macchie marroni che li rendono invendibili. Con il grande caldo, continua la Coldiretti, è emergenza nelle campagne dove gli agricoltori sono costretti a ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le coltivazioni in sofferenza per le alte temperature, dagli ortaggi al mais, dalla soia al pomodoro. Con le temperature superiori ai 35 gradi anche le piante sono infatti a rischio stress idrico e colpi di calore che compromettono la crescita dei frutti negli alberi, bruciano gli ortaggi e danneggiano i cereali. Al momento, in ogni caso, non c’è allarme siccità dato che le riserve di acqua sono per ora garantite grazie alle piogge di maggio.

“Quando il peperone viene scottato – dichiara Alberto Soragni, produttore di orticole di Castelverde –, il segno della bruciatura è evidente e non resta che scartare il prodotto. Sull’anguria colpita dal calore si vede una chiazza bianca e il frutto perde di dolcezza. In alcuni casi si riesce a salvare, raccogliendola per tempo, ma non sempre è possibile”. A rischio anche i meloni: “La combinazione – precisa Massimo Perini, agricoltore di Casteldidone – tra il maltempo di maggio e il caldo attuale ne ha compromessi molti. La pioggia ha ritardato lo sviluppo della pianta, che adesso è meno protetta, meno vigorosa e collassa”.

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Commenti
  • Graziano Ansaldi

    Mi ricordo che, come sempre, molti si lamentavano della pioggia e del freddo, e ora che si becchino questo bel caldo. Va bene così, somaroni??