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Tavolo dell'acqua, il consorzio
Dunas: 'Automatismi per evitare
il ripetersi di emergenze'

Si riunito oggi per la seconda volta, dopo il confronto dello scorso 1° aprile, il Tavolo regionale “Acqua”, convocato a Milano dall’assessore regionale all’Agricoltura, Fabio Rolfi, e da Massimo Sertori, assessore gli Enti locali e alla Montagna.
I dati generali relativi alla situazione attuale sono confortanti, poiché non si registrano particolari criticità in seguito alle precipitazioni che hanno caratterizzato il mese di maggio. La stagione irrigua dovrebbe quindi concludersi positivamente.
Tuttavia, intervenendo all’incontro, Alessandro Bettoni, presidente del Consorzio di Bonifica Dunas, ha evidenziato come “anche se non ci sono emergenze in questo momento, la situazione può variare, anche perché il ritardo delle semine comporta la necessità di prolungare il periodo irriguo”.
“L’obiettivo di questo Tavolo – ha spiegato Bettoni – è programmare la gestione dell’acqua, tenendo conto delle esigenze di tutti i portatori di interesse coinvolti (operatori turistici, produttori di energia e agricoltori), ma anche dell’anzianità delle concessioni. Da sempre sottolineiamo infatti – ha detto ancora Bettoni – come la parte agricola, titolare di concessioni più antiche, debba avere una priorità rispetto a coloro che hanno ottenuto le concessioni più recentemente. Inoltre – ha aggiunto il presidente del Consorzio Dunas – abbiamo già proposto meccanismi automatici che devono scattare in caso di emergenza: ci auguriamo che siano presto presi in esame, condivisi e deliberati, sia per il rilascio di acqua dai bacini alpini, sia per le deroghe al Deflusso Minimo Vitale”.
Infine, il presidente Bettoni ha rimarcato la gravità del problema nutrie: “Soprattutto il sud della Lombardia è tormentato da questa piaga e attualmente il 70% dell’attività dei nostri operatori è rivolta alla chiusura dei buchi causati da questi animali, per garantire che non ci siano perdite irrigue. Diventa quindi fondamentale – ha concluso – mettere in campo tutte le attività possibili per l’eradicazione di questa specie nociva”.

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