3 Commenti

Contenitori vuoti in
centro: da troppi anni
tutto è fermo

Buchi neri in centro. Immobili vuoti, senza destinazione, in vendita da anni senza alcun successo. Sono tanti e quasi tutti senza speranze immediate di recupero. Qualche timido segnale è arrivato, ad esempio dal Consorzio Agrario di piazza Marconi che si sta reinventando gli spazi e in queste ore persino un ristorante ha aperto all’interno o dall’ex assicurazione Cattolica di piazza Zaccaria che diventerà ristorante e Bed and Breakfest inseguendo un futuro turistico per la città. Bene anche il recupero del Palazzo Fodri e degli spazi dell’ex Cariplo o del convento di Santa Monica per farne la sede dell’Università Cattolica. Ma di molti immobili completamente vuoti non c’è niente in vista né come iniziative né come idee. Partiamo dal più ingombrante: l’ex sede della Banca d’Italia di piazza Stradivari. E’ chiusa dal 2007 e il prezzo stimato di vendita iniziale era di 11 milioni di euro, poi sceso a 8 e ancora a 6. L’immobile ha una superficie lorda di settemila metri quadrati. Altrettanto ingombrante e sempre in vendita è la porzione centrale dell’ex teatro Politeama di via Cesare Battisti, un immobile smembrato da un intervento degli anni Novanta che ha ricavato alloggi nei palchetti e negli altri spazi, lasciando un affascinante ma inutile matitone centrale con una cupola che si staglia nel panorama del corso.Sempre in centro città, in via Verdi, l’ex cinema Tognazzi nel palazzone dell’Inps. E poi il comparto del vecchio ospedale di cui il Comune cerca inutilmente di disfarsi: l’ex chiesa di San Francesco o via Radaelli con le ex cucine del nosocomio. E ancora porzioni dell’ex Banca Nazionale del Lavoro su corso Campi, della Telecom su via Anguissola, dell’ex Asl di viale Trento e Trieste, l’ex bocciodromo di via Gadio, vaste porzioni dell’ex Fulmine su corso Mazzini o dell’area Frazzi, vasti spazi delle ex caserme austroungariche, e poi la Manfredini di via Bissolati. Mentre tra poco diventerà l’ennesimo contenitore vuoto anche il palazzo dell’Inps di piazza Cadorna.

© Riproduzione riservata
Commenti
  • MENCIA

    non le venderanno mai. perche’ per sistemare questi stabili essendo tutti storici bisogna recuperarli con determinati criteri il che costa il doppio che costruire un immobile nuovo e un impresa edilizia questi conti li fa

    • bvzpao

      non si poteva dire meglio! Se non ci saranno deroghe a certe leggi urbanistiche, questi palazzi non saranno nemmeno più manutenuti, e presto diverranno anche pericolosi. Quindi si domandino gli amministratori se preferiscono palazzi vuoti, malinconici, e fatiscenti oppure vivi e ammodernati.

  • Illuminatus

    Cremona si sta rapidamente diventando una “ghost town”, e non mi riferisco a Stradivari et al.