Cronaca
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Spunta il nome di Silvana Comaroli nelle intercettazioni del caso Siri-Arata

Spunta il nome dell’onorevole Silvana Comaroli nell’inchiesta della procura di Roma che vede indagato per corruzione l’allora sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, accusato di aver percepito 30mila euro di tangente dall’imprenditore eolico Paolo Arata in cambio di un emendamento a suo favore.

La leghista cremonese, riferisce il quotidiano Repubblica, che allora era relatrice della Legge di Bilancio, aveva un appuntamento con Arata il 13 novembre dello scorso anno. Egli aveva intenzione di chiederle di sponsorizzare un emendamento a suo favore, che poi non è però mai stato inserito nella suddetta Legge.

Di questo parlano le intercettazioni della Dia di Trapani depositata in Procura a Roma. Arata avrebbe poi detto al telefono, parlando dell’onorevole Comaroli: “Lei è sensibilizzata al nostro emendamento”. Sarebbe stato il segretario di Siri, Marco Perini, a fissare l’appuntamento con l’onorevole Comaroli, rassicurando Arata: “E’ una vecchia leghista, amica di Armando”.

Sempre secondo quanto racconta Repubblica, al termine, Arata inviò un sms: “Incontrata bene, ma Armando deve fare telefonata anche presidente commissione, grazie”. Sta di fatto che l’emendamento non fu inserito.

Dal canto suo l’onorevole Comaroli si dichiara “assolutamente tranquilla” in merito alla questione. “A quei tempi ero relatrice della Legge di Bilancio e sono moltissime le persone e le associazioni che mi chiedono appuntamenti per presentare le proprie questioni e i propri emendamenti. In quel caso avevo incontrato Arata, il quale e mi aveva sottoposto il suo emendamento, che però alla fine non è stato inserito nella legge. Insomma, è stato un incontro di routine, come ne ho avuti tanti altri: successivamente facevo le mie valutazioni e decidevo quali inserire e quali no”. 

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