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Promotrice finanziaria a giudizio
Clienti raggirati con promesse
di investimenti redditizi

Andrà direttamente a processo per citazione diretta a giudizio senza quindi passare dall’udienza preliminare, il caso che vede imputata di truffa Luigia Luisa Sansevrino, 62enne cremonese, promotrice finanziaria. La professionista avrebbe carpito la fiducia di due coppie di clienti. In passato l’imputata aveva lavorato per la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza dalla quale si era licenziata nel 1999. Dieci anni dopo, come promotrice finanziaria, aveva conosciuto due delle presunte vittime rappresentate dall’avvocato Paolo Zilioli. I due, madre e figlio, erano diventati suoi clienti e avevano cominciato ad investire del denaro. Secondo l’accusa, la Sansevrino ne avrebbe “carpito la fiducia facendo loro credere, anche mediante la redazione di ingannevoli fogli riassuntivi, di essere in possesso di certificati non meglio specificati del Banco Popolare per rispettivi 113.000 euro e 25.000 euro, in realtà inesistenti”.

Madre e figlio avevano iniziato ad investire cifre che si aggiravano sui 70.000 euro, e ogni volta la promotrice li avrebbe rassicurati sui loro ottimi guadagni, spingendoli ad investire ancora i loro risparmi. Spesso l’imputata avrebbe annotato di suo pugno gli investimenti, a volte invece lo faceva su moduli della banca. I primi sospetti erano arrivati grazie ad un controllo effettuato su internet. Di guadagni non ce n’erano. Alla richiesta di spiegazioni, l’imputata avrebbe detto che il denaro non era visibile in quanto confluito in un certificato del Banco Popolare. Alla fine, però, dietro insistenze e richieste di restituzione di denaro, la Sansevrino avrebbe ammesso che i soldi non c’erano più per colpa di un default. Del default, però, non ci sarebbe prova. L’imputata, ad insaputa dei clienti, avrebbe prelevato dal loro conto corrente 8 mila euro, girati con due bonifici da 4.000 euro ciascuno ad un altro cliente per ripianare un ammanco. Alla fine, madre e figlio avevano perso 113.000 euro di interessi promessi.

Più pesante il caso dell’altra coppia presunta vittima dell’imputata che oltre agli interessi promessi aveva perso anche quasi tutto il proprio capitale: 200.000 euro di capitale investito. I due, lui barbiere e lei operaia, oggi in pensione, entrambi assistiti dall’avvocato Paolo Mirri, erano già clienti della Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza dove la promotrice aveva lavorato e l’avevano seguita, continuando ad investire con lei. Ai clienti, l’imputata avrebbe “garantito l’ottimo andamento finanziario dei loro investimenti, facendo credere, anche redigendo ingannevoli fogli riassuntivi, di essere in possesso di un patrimonio di somme investite per 450.914 euro, mentre in realtà il patrimonio effettivo ammontava a 41.709,21 euro”.

Il processo nei confronti della Sansevrino si aprirà il prossimo 13 dicembre.

Sara Pizzorni

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