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Galimberti su imbrattamenti:
'Piccola ma importante
vittoria per il bene comune'

Nella foto, il sindaco insieme agli avvocati Gualazzini e Cistriani davanti alla Questura nell'ottobre del 2017

In serata il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti ha affidato al suo profilo Facebook un commento alle due condanne emesse oggi nei confronti del leader del centro sociale Kavarna Andrea Tronco, e di Irene Negroni, 30 anni, accusati di aver imbrattato con  scritte anarchiche diversi edifici della città. Al processo, lo stesso sindaco, che per il Comune ha ottenuto un risarcimento, aveva reso testimonianza al processo. “Ho fortemente voluto”, esponendomi in prima persona”, ha dichiarato Galimberti, “denunciare chi nell’agosto del 2017 ha rovinato i muri della città, quelli pubblici con le scritte su Palazzo Grasselli e quelli privati di alcuni cittadini, indignati come me per l’inciviltà di questo gesto. Ho testimoniato al processo. Oggi, a due anni di distanza dai fatti, la condanna a 3 mesi di reclusione (pena sospesa) e l’obbligo di risarcire il Comune, quindi la città, con una somma di 1000 euro. Adesso probabilmente si aprirà la fase dell’appello, dunque il procedimento andrà avanti. Intanto, la città porta a casa una piccola ma importante vittoria contro quelle persone – di qualsiasi colore politico – che rovinano il bene comune e i beni altrui e, così facendo, non solo non ottengono nulla (se non qualche articolo sul giornale), ma sporcano l’immagine della nostra bellissima Cremona. Che non merita questo!”.

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