Cronaca
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Dopolavoro Ferroviario in crisi: debito di 500mila euro, rischio fallimento

Acque agitate alla canottieri Ferrovieri. Se il Dopolavoro Ferroviario di Roma non interverrà sostenendo il Dopolavoro di Cremona, che gestisce la società sportiva e le strutture di via Riglio, non c’è altra soluzione al fallimento. La sofferenza economica emersa dall’assemblea dei soci che si è tenuta venerdì nella sala polivalente della canottieri – un’assemblea infuocata oltre che partecipata, come era normale attendersi dal momento che la difficile situazione economica, pur senza le cifre precise, era già nota a tanti – ammonterebbe a 518mila euro.

Duecentomila di questi rappresentano un debito che il Dfl di Cremona ha verso il nazionale, debito che si trascina da tempo e che, per la verità, non ha mai creato particolari problemi, non avendolo il nazionale mai più di tanto rivendicato; 125mila euro rappresenterebbero invece la quota del Tfr dei dipendenti del Dlf Cremona che non è mai stato accantonato. Il resto del debito deriva dalle spese per la recente ristrutturazione di bar e ristorante.

La soluzioni alla crisi? Si parla di un contratto di solidarietà che graverebbe sui dipendenti, si ragiona poi su un aumento della quota pro capite di una settantina di euro. Inoltre si vorrebbe accompagnare alla pensione i dipendenti e poi gestire la struttura in altre forme. Per il momento la situazione della storica societa rivierasca è questa, con un bilancio preventivo e consuntivo 2018, per quanto riguarda la canottieri, mai approvato. I soci della canottieri sono 1.600, di cui 1.300 pagano la quota intera. Tassativo, per poter riflettere su un risanamento finanziario, è non scendere di numero. Altra criticità, questa più contingente, è la mancanza di soldi in cassa. Tuttavia il dopolavoro nazionale si sarebbe impegnato ad aiutare la canottieri ad arrivare a fine anno, poi si vedrà. In attesa di indire una eventuale altra assemblea, si attede dai soci una risposta sull’ipotesi di aumento delle retta annuale.

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