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Stagione d'opera
Al Ponchielli un Macbeth
gotico e onirico

Foto Sessa

‘L’opera più inquietante di Verdi’, così definisce Macbeth il direttore d’0rchestra e maestro concertatore Gianluigi Gelmetti che venerdì sera al Ponchielli ha saputo magistralmente guidare l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali attraverso le trame oscure della tragedia shakesperiana. Vocalità aspre, ‘vere’, del tutto nuove per l’epoca in cui l’opera venne rappresentata (1847), in coerenza con le tensioni umane che sono il fulcro dello scritto teatrale, in cui convivono  lotta per il potere, ambizione, incontro con il soprannaturale, malvagità connaturata alla natura umana. La regia di Elena Barbalich e le scene di Tommaso Lagattolla rendono in chiave moderna la cupezza gotica della tragedia; elementi simbolici come il cerchio tornano continuamente come un filo conduttore che si dipana dalla prima scena delle streghe fino al tavolo del banchetto in cui Macbeth vede il fantasma di Banco. La voce baritonale del collaudato Angelo Veccia (lo scorso anno a Cremona nell’ottimo Rigoletto 2018) ha dato forza drammatica al personaggio di Macbeth, la soprano vicentina Silvia Dalla Benetta è stata una perfetta Lady Macbeth con un’ottima presenza scenica, temperamento e una gran voce che ne fanno una delle migliori interpreti al mondo delle opere di Rossini (ma non solo, visto il gran Macbeth del Ponchielli). Il basso Alexey Birkus è stato un perfetto Banco. Giuseppe Distefano ottimo MacDuff, bene nella drammatica e difficile  “Ah la paterna mano”.  Macbeth è stata la terza opera (dopo Guglielmo Tell e Aida) della stagione operistica del Ponchielli che si caratterizza come una delle più riuscite (e apprezzate dal pubblico) degli ultimi anni.

Affollati palchi e platea del teatro, con una presenza notevole di giovani e studenti che hanno particolarmente apprezzato la rappresentazione.

Foto di Francesco Sessa

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