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Successo per il primo raduno
delle Sardine di Cremona
in piazza Pace VIDEO

Vento e pioggia potevano frenare il primo raduno delle Sardine a Cremona, ma così non è stato. La città ha risposto positivamente all’iniziativa nata dal movimento bolognese, cresciuta grazie al tam tam mediatico nazionale, ma il cui successo era tutt’altro che scontato in una città come Cremona. Diverse centinaia le persone che si sono trovate in piazza, ad ascoltare la lettura degli articoli della Costituzione, il messaggio dell’Anpi (unica concessione ad una sigla) e alcuni versi della canzone ‘Le parole hanno un peso’ di Tiziano Ferro. Nessun protagonista principale in questa prima uscita, ma una collettività che si riconosce nel messaggio antifascista e antirazzista che è alla base del movimento e che chiede alla politica semplicemente di essere civile e di non parlare sempre e solo alla pancia della gente. E difatti tra i promotori di questa iniziativa ci sono persone di destra e di sinistra. Come Fabio, cremonese d’origine trapiantato a Brescia, che si definisce, un po’ sorridendo, un ‘liberale di destra’: “lo so, è un po’ strana come definizione, ma è per darti l’idea di come qui davvero non c’entrino gli schieramenti politici tradizionali. Io sono laico, lui è credente”, dice indicando  Alessandro Parmigiani, uno dei due ideatori della pagina Facebook, insieme a Elena Bodini, che ha raggiunto i 2000 followers. “Era metà novembre – spiega Alessandro  -, avevo appena visto quello che era successo a Bologna e mi sono reso conto  che erano riusciti a fare qualcosa che avrei voluto fare io. E così ho creato la pagina. E’ stata una scommessa, oggi sono soddisfatto che dal nulla si sia arrivati a una giornata come questa, dove a dispetto del tempo sono arrivate tante persone. L’intento era di dare degli spunti, di non parlare troppo e di lasciare poi libere le persone di portare avanti la cosa, e così è stato”. Unico precedente politico di Alessandro è stata la partecipazione ad una consultazione elettorale del suo paese, San Bassano.

Una manifestazione senza bandiere dunque, come era nelle premesse, con l’unica presenza della voce dell’Anpi che per Alessandro  –  in questo caso parla per sé soltanto – “non ha colori politici, perchè la Storia è quella. Abbiamo cantato Bella Ciao e l’inno di Mameli, due cori che appartengono a tutti e che non devono avere una connotazione politica. Non mi piace che vengano strumentalizzati né da una parte, né dall’altra”.

Oltre ad Alessandro ed Elena, fanno parte del gruppo di organizzatori, Stefano Carlino, Fabio Maffezzoni. Una sede per ora non l’hanno, “ma è stato bello essere avvicinati da un esponente di un’associazione cremonese che ci ha proposto di prestarci la loro sede”.

LE VOCI DI CHI C’ERA – In piazza tante persone che per la prima volta si ritrovavano fianco a fianco. “Mi chiedo dove fossero tutte queste persone quando noi abbiamo manifestato contro il comizio di Salvini”: è perplesso Guido Vaudetto, pacifista, ambientalista, artefice di una lista civica di sinistra alle ultime amministrative. “E’ un fenomeno molto interessante questa piazza piena e il clamore mediatico delle Sardine a livello nazionale. Mi chiedo però: contro Salvini ci sono state manifestazioni in tutte le città in cui è andato a fare comizi, l’abbiamo fatto anche noi a Cremona, sono state appese le lenzuola, ma mai in nessun  caso si è raggiunta tanta popolarità. Cosa c’è di diverso stavolta?”

Quesito da porre ai sociologi, ma di certo i volti di chi era in piazza venerdì sera non erano gli stessi del corteo del 25 aprile. C’erano tra gli altri, a titolo personale, personaggi noti come Gian Carlo Corada, presidente Anpi; l’assessore Luca Burgazzi; l’ex assessore Alessia Manfredini; Lapo Pasquetti di Sinistra per Cremona; Paolo Bodini di Articolo Uno; l’ex consigliere regionale Pd Agostino Alloni. Ma soprattutto persone comuni che per un comizio politico o per un partito non si sarebbero mosse di casa. “Sono qui per il futuro dei miei figli, visto che loro non si sono presentati, manifesto per i principi in cui credo”, afferma Giulia, 53 anni, impiegata. “L’umanità si trova davanti a sfide drammatiche che richiedono solo unità e collaborazione per essere affrontate e invece ci si muove nella direzione opposta, la gente è tempestata da messaggi che vanno verso la disgregazione, il che non può portare niente di buono come vediamo dalla storia e si intravede anche adesso … è un problema culturale”, afferma Sara, 50 anni, insegnante.

“A me sembra una bellissima cosa che ci siano tante persone che non vogliono sottostare a questo clima che si è creato, per fortuna”, ci dice Franca, 40 anni, geometra. “Non sarei mai andata a una manifestazione di un partito, ma a questa sì. E’ giusto far vedere che c’è tanta gente ‘normale’ e di buon senso: pioggia o no, sono venuta. Pensavo che ci fossero soprattutto giovani , invece vedo anche tanti adulti. Meno male, la cosa mi fa piacere perchè inizialmente sembrava una cosa da ragazzi, invece vedo che è un’esigenza, per fortuna, di tanti. Poi vedremo come evolverà. Per ora è una cosa tranquilla, all’insegna di cortesia, gentilezza, tranquillità. Insomma, una bella cosa”. g.biagi

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