Un commento

Fotovoltaico, le otto
richieste degli Stati
Generali dell'Ambiente

Lettera scritta da Coordinamento Stati generali dell’Ambiente e della Salute del territorio cremonese

Egregio direttore,

le associazioni e i Comitati locali aderenti agli Stati generali dell’Ambiente e della Salute che operano sul territorio provinciale hanno appreso in questi giorni dell’esistenza di un progetto per installare alle porte di Cremona un Parco solare fotovoltaico di grandi dimensioni, 15 ettari, equivalente a 150.000 mq., cioè a 15 campi di calcio. Si tratterebbe di installare una distesa a terra di 26.190 moduli di pannelli solari sostituendo, per 30 anni più 10, l’attuale uso agricolo del terreno in evidente contrasto con la “ Carta del rilancio sostenibile del Fotovoltaico” condivisa in Italia dalle stesse Aziende EPC Fotovoltaico, cioè da quelle aziende capaci di seguire tutte le fasi della costruzione degli impianti, dalla progettazione alla realizzazione. Come appunto dovrebbe essere la Juwi Development 02 Srl, con sede a Verona, l’azienda che ha avanzato alla Fondazione Città di Cremona la proposta di ottenere in esclusiva il diritto di superficie trentennale sui circa 15 ettari che fanno parte del podere Zocchetto al fine di realizzare un impianto fotovoltaico a terra.
La Carta del Fotovoltaico per il rilancio sostenibile del Parco solare italiano – giugno 2018- ha tra i suoi cardini al punto 1: la valorizzazione e tutela delle risorse naturali; al punto 4: il rapporto con il territorio, le Istituzioni, le comunità locali; al punto 5 la tutela dell’ambiente e il riciclo. Del resto Marco Margheri, già Amministratore Delegato proprio di Juwi Energie Rinnovabili, ha da tempo sostenuto l’opportunità di evitare il ” rapporto conflittuale tra agricoltura e grandi impianti fotovoltaici”. Come? “Installando il fotovoltaico su qualche punto percentuale dei terreni agricoli non utilizzati, come le ex cave e le discariche. La nostra vocazione è quella di produrre energia in modo distribuito utilizzando le coperture degli edifici” ( da una sua Intervista ).
Da questo quadro si capisce come l’iter seguito finora dalla Fondazione Città di Cremona sia stato molto deficitario sia sul piano della conoscenza delle gravi criticità della progetto avviato, sia sul piano della democrazia deliberativa che consiglia un coinvolgimento ampio del territorio e della comunità già in fase istruttoria. Per questo gli Stati generali dell’Ambiente e della Salute si augurano un ripensamento urgente su questa scelta da parte dei decisori e l’apertura di un dibattito pubblico approfondito per quella svolta green che si auspica ma poi si contraddice nei fatti.

Ecco i nostri punti qualificanti:

1) Sì alla promozione e alla diffusione nel nostro territorio del fotovoltaico in modo sostenibile e non speculativo. Sì all’efficienza e al risparmio energetico

2) No a progetti di sostituzione di terreno agricolo e di consumo di suolo con impianti di fotovoltaico, tanto più se le dimensioni in gioco sono straordinariamente grandi, come in questo caso. La stessa Juwi, la grande impresa coinvolta in questo progetto, ha sempre sostenuto che gli impianti di fotovoltaico non devono mangiare terra buona, ma piuttosto essere collocati sui tetti, su capannoni industriali, al massimo su cave dismesse

3) Questo progetto, chiunque lo abbia elaborato prima che approdasse nel Consiglio di amministrazione della Fondazione Città di Cremona, venga ritirato nelle modalità che i vari livelli istituzionali coinvolti o da coinvolgere ritengano più opportune

4) È in gioco la credibilità di una fonte di energia pulita e rinnovabile come il fotovoltaico che ha diritto ad un grande futuro perché indispensabile nella transizione energetica verso la decarbonizzazione e, proprio per questo, non ha bisogno di essere abbinato a scelte speculative

5) Il territorio cremonese e la città di Cremona evitino di vestire la ” maglia nera” che ci deriverebbe dall’aver approvato “un precedente” come questo, tanto più grave in quanto sostenuto da Istituzioni pubbliche.

6) Si colga questa opportunità per aprire con le imprese impegnate nelle energie rinnovabili, come la stessa Juwi, un confronto che porti a dotare il Comune di Cremona di un grande Piano per la diffusione del fotovoltaico su edifici pubblici, scuole, capannoni. Utilizzando anche incentivi specifici come la sostituzione di coperture di amianto con pannelli solari.

7) La Fondazione Città di Cremona collabori con il Comune per ridiscutere le modalità di impiego del fotovoltaico su tutti gli edifici impegnati nella solidarietà sociale e per trovare le strade più adeguate e sostenibili per aumentare le proprie entrate.

8) Gli Stati generali dell’Ambiente e della Salute invitano amministratori, consiglieri comunali, forze politiche, economiche e sociali a prendere in seria considerazione le opportunità previste dal Decreto Ministeriale FER 1 pubblicato in Gazzetta Ufficiale nell’agosto di quest’anno sia per quanto riguarda la priorità data a impianti realizzati su scuole, ospedali, edifici pubblici, sia per quanto riguarda l’installazione di impianti fotovoltaici in sostituzione di coperture di eternit ed amianto sia, infine, per il particolare interesse con cui si guarda agli impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 20 KW. “

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Commenti
  • ciclo-pe

    Totalmente d’accordo, il mega impianto va rivisto drasticamente o proprio cassato. Le aree agricole da sempre vocate a produzioni alimentari si stanno trasformando in industrie per produrre biogas e fotovoltaico con ricadute negative sull’ambiente e sulle risorse agri-alimentari. Ci sono aree sicuramente più idonee da sfruttare.