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F.I. al Pd sul caso Signoroni:
'Nervosismo e debolezza
nelle parole di Soldo'

Continua il dibattito tra Forza Italia e il Pd sul caso del presidente della Provincia Signoroni, dopo la pronuncia del Tribunale sull’ineleggibilità del sindaco di Dovera alle elezioni del 25 agosto. E’ il coordinatore provinciale Gabriele Gallina a rivolgersi al segretario Pd Soldo in risposta alle sue dichiarazioni di ieri sull’ordinanza del tribunale ordinario datata 19 dicembre.

Dichiarazioni, le definisce Gallina, “politicamente scomposte e irrazionali, che lasciano trasparire nervosismo, preoccupazione e segnali di debolezza. In sostanza ?Forza Italia nei comunicati si era limitata a divulgare i contenuti dell’Ordinanza del Tribunale di Cremona che decreta l’illegittimità di ?Mirko Signoroni e demanda per competenza al Tar la decisione sulla eventuale nullità degli atti posti in essere dallo stesso Signoroni da agosto ad ottobre 2019 e presumibilmente, come conseguenza, fino ad oggi. Invece di scusarsi per l’errore commesso, il Pd ha usato l’arma dell’attacco per difendersi attribuendoci senza motivo irresponsabilità e reazionarismo. Fermiamoci però un momento a riflettere su quale sia la forza politica che in questa vicenda si sia davvero comportata in maniera irresponsabile e reazionaria?”.

Segue il riepilogo di tutto quanto avvenuto in Provincia da fine agosto ad oggi: “Possono definirsi irresponsabili e reazionarie le forze politiche del Centrodestra solo per aver divulgato i contenuti di un’ordinanza di un tribunale e aver ricordato al Pd che avevano già suggerito di agire con più prudenza e senza fretta immotivata? Crediamo di no! Non è stato invece più irresponsabile e reazionario il Pd che ha candidato come Presidente un candidato ineleggibile; poi, avendo probabilmente la coda di paglia, gli ha fatto convocare il primo consiglio provinciale senza mettere all’ordine del giorno la convalida della sua elezione perché già sapeva che era ineleggibile; poi una volta con le spalle al muro lo ha fatto dimettere pur sapendo che non poteva dimettersi perché non aveva mai assunto la carica di Presidente; poi gli ha fatto porre in essere nomine e atti amministrativi la cui validità è tuttora sottoposta all’esame del Tar; poi gli ha fatto nominare un vicepresidente e convocare nuove elezioni facendo spendere inutilmente ulteriori soldi pubblici ai cittadini pur sapendo già che c’era il rischio che anche queste seconde elezioni potessero essere dichiarate nulle dal Tar e infine ha riproposto alle nuove elezioni per la seconda volta la stessa candidatura che non è stata condivisa dal territorio in quanto l?’80% degli amministratori non si è recato a votare, confermando di non aver apprezzato le forzature politiche e le modalità arroganti con cui il Pd ha gestita tutta questa faccenda?”
“Alla luce di tutti questi macroscopici errori, se errori sono stati, qual è la forza politica che sembra essersi comportata di più da irresponsabile e reazionaria? Forza Italia non ha chiesto al PD di cospargersi il capo di cenere e di chiedere scusa ai cittadini e agli amministratori; non è quello l’interesse. Sarebbero bastati solo la riflessione e il silenzio. Ma dal silenzio ad essere addirittura attaccati e apostrofati come irresponsabili e reazionari ce ne passa!
“Sembra di essere al teatro all’assurdo – conclude Gallina-.  Quindi il PD, che vale la pena ricordarlo è minoranza nel paese, anche se ha per effetto dei voti ponderati la maggioranza nelle elezioni provinciali di secondo livello, farebbe bene a questo punto a parlare di meno, essere un po’ più prudente e cercare di accettare qualche suggerimento in più e alla luce di questi, fare qualche ulteriore approfondimento per evitare di fare le forzature e le brutte figure che ha fatto. Perché ricordiamolo ancora, finora chi ha dovuto pagare gli errori del PD sono stati i cittadini, che hanno dovuto spendere ulteriori soldi pubblici, l’ente provincia e i suoi dipendenti che versano ancora in un contesto di confusione amministrativa e rischio nullità atti e gli amministratori locali dei comuni che si trovano un territorio diviso, un Presidente della Provincia delegittimato perché ?votato solo dal 20% degli amministratori e che ancora non è detto che possa rimanere in carica”.

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