Commenta

Teatro Ponchielli,
gran finale per la
stagione lirica

La stagione lirica del Ponchielli si conclude esplorando il registro comico, con il dittico composto da ‘L’Heure espagnole’ di Ravel e ‘Gianni Schicchi’ di Puccini, in scena ieri sera e in replica domenica pomeriggio nel teatro cremonese. Il nuovo allestimento, realizzato per ‘OperaLombardia’, porta la firma di Carmelo Rifici alla regia con la direzione musicale del maestro Alapont insieme all’orchestra I Pomeriggi Musicali.

Con ‘L’Heure espagnole’ Ravel omaggia il padre orologiaio e la madre basca: lo scorrere inesorabile del tempo viene scaldato dalla passione spagnola di Concepción interpretata con spigliatezza dal mezzo-soprano Antoinette Dennefeld. Incastonati in scenografie che esprimono lo spazio del tempo, i personaggi indossano costumi pensati per impedire loro di muoversi spontaneamente.

Entrambe le opere invocano un poeta: l’una cita Boccaccio ponendo l’accento sul tradimento, l’altra invoca Dante con la cupidigia e i falsari dell’Inferno. Se Ravel non inserisce in partitura le consuete arie, recitativi e scene d’insieme a più voci -tranne sul finale-, Puccini invece spicca con la celeberrima ‘O mio babbino caro’ di Lauretta, cui ha dato voce il soprano Lavinia Bini. Nel ruolo di protagonista il brillante baritono Sergio Vitale.

Apprezzata dal pubblico la scelta registica di ambientare ‘Gianni Schicchi’ all’interno di un cinema, sottolineando sia la comicità del soggetto che richiama la commedia all’italiana, sia la raffinata costruzione dell’opera resa attraverso un arguto gioco di montaggio.

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti