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Movimento Mamme-Uniti
per l'Utin: appello
per l'unità dei sindaci

Lettera scritta da Elena Albera - Chiara Barchiesi

Sig. Direttore,
Era prevedibile che in avvicinamento al nuovo incontro a Milano con l’Assessore al welfare Giulio Gallera, si moltiplicassero le prese di posizione sul tema ormai virale “quale futuro per l’Ospedale di Cremona ?”
Nel rispetto di tutte le diverse visioni del problema c’è però qualcosa che colpisce: da esponenti politici vicini a Gallera si tenta di far passare l’idea che l’aver drammatizzata la situazione (prima della TIN e poi di altri reparti) causerebbe il fuggi fuggi dei pazienti verso altre strutture impoverendo così il nostro Ospedale.
Davvero paradossale, sarebbe come dire che i pendolari che denunciano i disservizi ferroviari danneggiano Trenord perché inducono le persone a servirsi dell’auto privata.
I criteri che riguardano il ridimensionamento di alcune Terapie Intensive Neonatali partono dai dati di saturazione e da numeri che in realtà parrebbero essere il frutto di sistemi di calcolo predisposti da scelte politiche di Regione Lombardia per ottenere risultati predeterminati.
Dimostrazione nei fatti che i numeri non paiono essere così vincolanti sono le scelte fatte nei confronti della Poliambulanza di Brescia, che non è satura tanto quanto Cremona o Mantova che comunque, al pari del nostro ospedale, non ha il Dea di II livello.
Le nuove linee guida di Ostetricia emanate da Regione Lombardia a seguito del declassamento della Terapia Intensiva neonatale, costringerà almeno 50 donne all’anno a essere reindirizzate dall’Ospedale di Cremona a Brescia con evidente grave disagio per le partorienti e per le loro famiglie.
A questo punto non ci resta che sperare che i Sindaci del nostro territorio si presentino davvero uniti davanti all’Assessore Gallera per recuperare uno spazio di manovra che consenta di rivedere le scelte di Regione Lombardia.

Elena Albera
Chiara Barchiesi
“Movimento delle Mamme Uniti per l’Utin di Cremona”

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