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Ci lascia Rosimbo Colombi,
l'ultimo dei cordai di
Castelponzone

CASTELPONZONE – Ci ha lasciati l’ultimo dei cordai. Rosimbo Colombi all’anagrafe, per tutti il “Bimbo”. L’ultimo erede di una tradizione che a Castelponzone, frazione di Scandolara Ravara, ha trovato radici fertili, divenendo un vero e proprio marchio del paese, fino all’inaugurazione dei Museo, di fatto unico in Italia, dedicato ai Cordai nel 2014 (ma l’apertura sperimentale della mostra è precedente, e risale al 2011). Rosimbo era stato la memoria storica, che aveva aiutato il collettore e l’ideatore del Museo, Ireneo Grazioli, figlio di uno dei colleghi di Rosimbo, a realizzare questa struttura, ancora oggi oggetto di vanto per Castelponzone. Classe 1930, Rosimbo Colombi era stato sempre cordaio per vocazione, fino alla pensione, e testimone fedele di quei tempi che sembrano molto lontani e in realtà si affacciano fino al secondo Dopoguerra, dunque cronologicamente non sono così distanti da noi. Era ospite della Fondazione Germani a Cingia dè Botti e se n’è andato nelle scorse ore, lasciando la moglie Angioletta.

Orgoglioso artefice di una tradizione che soltanto la memoria può tenere viva, grazie anche al museo di Castelponzone, il “Bimbo” è stato sempre fedele a quel mestiere, quello che consentiva con la perizia e l’esperienza di creare vere e proprie magie, realizzando corde di canapa quasi dal nulla, oggetti di grande resistenza e adatte al lavoro di fatica che le generazioni di “Bimbo”, di suo padre e di suo nonno, hanno avuto modo di toccare con mano e sudore in quelle giornate senza orari, scandite solo dal passaggio del sole da Est a Ovest. Mani callose e dure, le sue, ma fronte sempre alta e sorriso alla vita. In molte fotografie presenti al Museo i parenti più stretti del “Bimbo” e lo stesso Colombi sono presenti: dalle pareti guardano idealmente i visitatori come a voler tramandare quella tradizione. Per questo possiamo dire che Rosimbo Colombi non è più con noi fisicamente, ma la sua memoria – nella sua Castelponzone – continuerà a sopravvivere, divenendo per tutti una fonte alla quale attingere avidamente. Non è errato pensare che la generosità della donazione del suo patrimonio faccia sì che “Bimbo” possa vivere davvero per sempre.

Giovanni Gardani

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