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Immuni,
l'inutile app
che fa paura

Lettera scritta da Paolo e Alberto Bonetti

A proposito di “IMMUNI”, questa APP ci dovrebbe inviare questo avviso: guarda che è possibile che tu sia infetto perché sei stato vicino ad una persona che è risultata positiva.

A sentimento, anche uno che va solo a fare la spesa, riceverà il messaggio perché la probabilità che nel raggio d’azione del Bluetooth (magari non 100 come qualcuno dice, ma qualche decina di metri sicuramente) ci sia qualcuno che è positivo è molto alta. Con questi fattori, risulta facilmente stimabile che un infettato sia “vicino” a 30 persone che così risultano a rischio. In più, per effetto domino, ognuno dei 30 il giorno dopo è vicino ad altre 30 cad. E siamo a 900, il giorno dopo idem e siamo a 27.000 in 3 gg. Cioè, in una settimana tutta Crema è potenzialmente infetta. Lo dice IMMUNI.

Oltre a ciò, quando vieni avvisato del rischio, cosa fai? 

1° ipotesi: Controlli (fai i tamponi) se riesci. Il risultato, sperando arrivi in fretta, è negativo. Ok. Riparto, ma evidentemente dopo 2/3 giorni riceverai da “IMMUNI” un altro messaggio per possibilità di ulteriore vicinanza. E riparte la solfa.

2° ipotesi: ti hanno avvisato e sei a rischio. Ti chiudi in casa per 14 gg (quarantena volontaria), anche se non hai nulla. Finita la quarantena, esci e dopo 2/3 giorni sei di nuovo avvisato e ritorni in clausura. Alè!!

3° ipotesi: ricevi il messaggio, te ne freghi, e fai come se niente fosse. IMMUNI ti classifica come possibile “untore”. Ma senza tampone non sai se sei sano o se sei ammalato. Salta fuori che si ammala una persona, e Dio non voglia, con conseguenze letali, e che era stata a contatto con te. Conseguenza: etichettato per pandemia colposa. E non c’entri nulla.

Morale della favola: con “IMMUNI”, o sei agli arresti domiciliari e sei agli arresti veri. Se questa è libertà.

Quando dicono “lo facciamo per il tuo bene”, l’istinto è di appoggiarsi al muro e fare tutti gli scongiuri.

Certo così risulta facile gestire, ma altro che “grande fratello”. E se fosse proprio questo lo scopo?

 

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Commenti
  • grossoago figliodi

    Fatemi capire però. Preferite la roulette russa? Se è così toglietevi anche la mascherina. C’è molta più adrenalina.

  • Giuseppe

    Partiamo dal presupposto che non sono di parte, ma fortunatamente cerco di utilizzare il cervello. Ebbene si leggendo certi articoli mi rendo conto che sono molti ad essersi dimenticati di averne uno.
    Le decisioni le può prendere un partito di destra o un partito di sinistra, non mi interessa, quando si scrive un articolo di questo calibro bisognerebbe mettere da parte le bandiere del partito di appartenenza ed essere un pochino più obiettivi. Comunque capisco che lo scopo di questo articolo, più che quello di informare, fosse semplicemente di fare propaganda.
    Scommetto che quando un app analoga è stata utilizzata in altri paesi il vostro commento sarà stato: “Eeee vedi negli altri paesi loro si che sono avanti, utilizzano la tecnologia, figurati se in Italia saremmo in grado di fare un app del genere”.
    Si parla tanto di privacy, grande fratello, bluetooth a 100 metri, numeri vari ma alla fine la sostanza dell’articolo è nulla. Per scrivere un articolo veramente informativo bisognerebbe STUDIARE, DOCUMENTARSI e CAPIRE l’argomento. Non basta prendere dal mazzo qualche carta e cercare di formare una frase di senso compiuto e preferibilmente di parte.
    C’è gente che parla di privacy e poi pubblica online vita morte e miracoli su piattaforme estere che fanno di tutto con i loro dati e gli stessi vengono a parlare di grande fratello.

    Concluderei proponendo una correzione per il titolo dell’articolo se così lo vogliamo chiamare: “L’articolo inutile, che non fa pensare”.