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Pozzo di Isengo sepolto
nuovamente nel prato
della Rocca di Soncino

Quando, nel 2007, iniziarono gli scavi per il livellamento del campo della Venina a Isengo, il primo importante ritrovamento archeologico che venne a luce fu un antico pozzo. Poi seguirono altre numerose scoperte che testimoniarono la presenza di un vasto insediamento celtico-romano dei primi secoli dopo Cristo. Poiché tutto andava distrutto, il Gruppo Archeologico Aquaria chiese ed ottenne di poter recuperare questo pozzo da mettere in mostra a memoria dei ritrovamenti. La struttura venne prelevata e consolidata, ma rimase per anni nel magazzino comunale di Via Melotta.

Quando nel 2013, mentre stava per concretizzarsi nei saloni della rocca il museo archeologico, il comune decise di posizionare l’antico manufatto nel prato antistante la rocca perchè la vista dello storico pozzo richiamasse l’interesse dei turisti e facesse pubblicità al Museo. Ma quando, a opere quasi completate, la notizia giunse agli enti superiori competenti in materia che non erano stati informati delle decisioni prese, vi furono discussioni che bloccarono per mesi l’iniziativa del comune che alla fine, pur avendo soluzioni possibili, lasciò incompiuto l’intervento. Oramai da anni il pozzo è sepolto sotto una lastra di ferro che pochi sanno nascondere un significativo reperto dell’importante antico insediamento della Venina di Isengo.

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