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Da domani via libera
alle messe col popolo:
tutte le regole

Da domani via alle messe con i fedeli, ma con alcune prescrizioni ben precise: no agli assembramenti, ne dentro ne davanti alla chiesa, distanziamento sociale, mascherina sempre indosso. Questo quanto prevede il protocollo sottoscritto tra Governo italiano e Cei, e integrato a livello diocesano con ulteriori precisazioni adattate al contesto locale.

Dunque per favorire un accesso ordinato alle celebrazioni, scrive il sito della Diocesi, che andrà fatto con una distanza di sicurezza almeno un metro e mezzo, l’indicazione è quella di utilizzare, ove presenti, più ingressi, eventualmente distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli per l’uscita. Con l’accorgimento, durante l’entrata e l’uscita dei fedeli, prima e dopo le celebrazioni, che le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate.

All’ingresso della chiesa un cartello indicherà le principali disposizioni vigenti, tra queste: il numero massimo di ingressi consentiti per quell’edificio, il divieto di accesso in caso di sintomi influenzali respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5 gradi, così come per coloro che nei giorni precedenti sono stati in contatto con persone positive a SARS-CoV-2. Per tutti obbligatoria la mascherina a coprire naso e bocca.

Le acquasantiere continueranno a rimanere vuote e ogni persona, all’ingresso, dovrà igienizzarsi le mani con i detergenti messi a disposizione dalla parrocchia, prendendo poi posto secondo le indicazioni fornite in loco per garantire le necessarie distanze di sicurezza. In occasione delle celebrazioni, per garantire l’ingresso dei fedeli in sicurezza, dovrà essere garantita la presenza di volontari (con mascherina, guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento).

Laddove la partecipazione attesa dei fedeli possa superare significativamente il numero massimo di presenze consentite, può essere considerata l’ipotesi di incrementare il numero delle celebrazioni liturgiche. Si tratta però solo di scelte temporanee, da adottarsi in coordinamento con le parrocchie vicine, in modo anche da assicurare una opportuna distribuzione delle celebrazioni festive per ogni zona nelle diverse fasce orarie. Il numero massimo di partecipanti consentito in relazione alla capienza dell’edificio non potrà comunque superare le 200 unità, come definito nella nota del Ministero dell’Interno del 13 maggio.

Consentita dal Vescovo anche l’eventuale celebrazione eucaristica all’aperto, in luogo comunque delimitato e con accessi controllabili e con un massimo di 1000 partecipanti.

Durante le celebrazioni può essere prevista la presenza di un organista, ma non del coro. Per una maggiore sicurezza, a livello diocesano è stabilito che i lettori utilizzino i guanti. Continuerà a essere omesso lo scambio del segno della pace. Le eventuali offerte non saranno raccolte durante la celebrazione, ma attraverso appositi contenitori, che possono essere collocati agli ingressi o in altro luogo ritenuto idoneo.

Per ragioni igienico-sanitarie non è opportuno che nei luoghi destinati ai fedeli siano presenti sussidi per i canti o di altro tipo. La nota diocesana in tal senso precisa che “potranno essere fatti trovare al posto i foglietti per la Messa, chiedendo ai fedeli di portare a casa il proprio al termine. I foglietti eventualmente lasciati sulle panche andranno eliminati, evitando così di utilizzarli nuovamente. Non sarà fornito alcun altro sussidio cartaceo per la liturgia o il canto”.

Le disposizioni si applicano anche nelle celebrazioni diverse da quella eucaristica o inserite in essa: Battesimi, Matrimoni, Unzione degli infermi ed Esequie.

La Comunione. Particolari norme sono state stabilite per la distribuzione della Comunione, che avverrà dopo che il celebrante (e anche l’eventuale ministro straordinario) avrà curato l’igiene delle mani e indossato guanti monouso, da igienizzare a loro volta se non sterili. Quindi procederà a distribuire l’Eucaristia (solo sulle mani) anch’egli con indosso la mascherina, “avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza, offriranno l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli”. Vi sono due modalità possibili: la prima prevede che i fedeli rimangano al loro posto e i ministri passino per la distribuzione dell’Eucarestia. Un’ulteriore modalità prevede che i fedeli si mettano in fila per ricevere la Comunione (mantenendo sempre la distanza di un metro e mezzo l’uno dall’altro).

Le Confessioni. Il sacramento della Penitenza deve essere amministrato in luoghi ampi e areati, che consentano a loro volta il pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza richiesta dal sacramento stesso. Sacerdote e fedeli indossino sempre la mascherina. “Non è consentita la celebrazione del sacramento della Penitenza al confessionale”, precisa la nota diocesana, che invita a individuare adeguati spazi celebrativi in ambienti attigui alla chiesa, o in eventuali cappelle laterali, valutando l’opportunità di utilizzare idonei divisori protettivi tra penitente e confessore.

 

Le celebrazioni in Cattedrale. Le celebrazioni domenicali, in Cattedrale, alle ore 9, alle 11 e alle 18, così da offrire a tutti la possibilità di partecipare in assoluta sicurezza, mentre dal lunedì al venerdì le messe saranno celebrate ale 8, alle 10 e alle 18 e al sabato la prefestiva alle 18. Un programma orario concordato di concerto con le parrocchie di Sant’Imerio e San Pietro al Po, nell’ambito del percorso di completamento dell’Unità pastorale. Questi gli orari nelle altre due chiese: la domenica alle 9.30 e alle 11.30 a Sant’Imerio (60 posti) e alle 8, alle 10.30 e alle 18.15 a San Pietro (160 posti); al sabato la messa sarà celebrata alle 9 a San Pietro e alle 18.30 (prefestiva) a Sant’Imerio; infine nei giorni feriali a Sant’Imerio si celebrerà l’Eucaristia alle 7 e alle 18.30, e alle 18.15 a San Pietro.

 

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