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Furti e ricettazioni di auto,
cinque in manette. Perquisita
officina di Robecco d'Oglio

Cinque persone sono state arrestate dai carabinieri con l’accusa di furto e ricettazione in concorso di autovetture. Gli arresti sono avvenuti a Robecco d’Oglio, dopo servizi preventivi effettuati il pomeriggio del 19 maggio per contrastare i reati contro il patrimonio. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cremona hanno messo le manette in flagranza a T.F., classe 1993, nato a Brescia e residente a Robecco d’Oglio, T.P., classe 2001, nato a Brescia e residente a Robecco, T.M., classe 1961, nato a San Severo, in provincia di Foggia, e residente a Paderno Dugnano, in provincia di Milano, pluripregiudicato, C.M.F., classe 1980, nato a Soresina e residente a Castelleone, pregiudicato, e L.M., classe 1978, nato in Romania e domiciliato a Paderno Dugnano.

I militari hanno intercettato due autovetture, di cui una aveva il ruolo di “staffetta”, mentre l’altra è risultata provento di furto. Sulle auto c’erano i cinque arrestati che a forte velocità sono passati nel centro di Robecco. Le auto sono state seguite fino  all’interno di una ditta di ricambi automobilistici di proprietà di T.F. classe ’93, dove sono stati sorpresi mentre tentavano di occultare in un capannone l’auto rubata, un’Alfa Romeo modello Mito, rubata poco prima nel bresciano, a Flero. Nel corso della perquisizione dell’officina è stata trovata, già tagliata a pezzi e caricata a bordo di un autocarro, pronta per essere trasportata altrove, una Fiat Panda risultata asportata nel corso della mattina del 19 maggio a Seregno, nel milanese. L’operazione ha consentito di trovare a bordo delle autovetture e all’interno dell’officina, vari set di grimaldelli, chiavi universali e arnesi atti allo scasso, nonché due disturbatori di frequenza molto potenti e in grado di inibire l’utilizzo dei telefoni e le comunicazioni radio delle forze di polizia. E’ stato anche sequestrato un telecomando universale capace di leggere i codici di apertura degli impianti elettrici e dei cancelli delle abitazioni private. La perquisizione della vasta area occupata dall’officina ha consentito di sequestrare moltissime parti meccaniche e di carrozzeria di dubbia provenienza e per cui sono in corso accertamenti. I cinque arrestati sono comparsi oggi in tribunale per la direttissima. Al termine dell’udienza che ha visto convalidati  tutti gli arresti, l’autorità giudiziaria ha disposto due misure cautelari degli arresti domiciliari e un divieto di dimora nella provincia di Cremona. Gli altri sono stati rimessi in libertà.

Fotografie e video di Francesco Sessa

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