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Via Dante, per Forza Italia 'un
nastro d'asfalto triste d'inverno
e incandescente d'estate'

Continua a far discutere la nuova via Dante, dove giorno dopo giorno, dopo la stasi dovuta al fermo cantiere, prende forma la nuova viabilità. Forti critiche arrivano oggi dal gruppo consigliare di Forza Italia che descrive questa come “l’ennesima occasione persa”, nonostante “il rilevante impegno di risorse e di tempo”: lo affermano in una nota i consiglieri Carlo Malvezzi e dai consiglieri Federico Fasani e Saverio Simi.

Per il Gruppo azzurro, via Dante “ha assunto le caratteristiche di una barriera invalicabile, una pericolosa tangenziale urbana dove l’unica funzione che troverà forte giovamento sarà quella veicolare”. “Così come configurato – proseguono – l’assetto odierno della strada costituisce una frattura tra il centro storico e l’abitato che sta a nord, un elemento di disturbo che svaluta il tessuto urbano di tutte le attività che la compongono e che lo integrano, siano esse residenziali, commerciali o terziarie”.

Da Forza Italia ricordano che “alla sua origine era stata concepita come una strada urbana, a doppio senso di marcia, con ampi parcheggi, aiuola centrale, con numerose attività commerciali e terziarie frequentate da moltissimi cittadini cremonesi”. L’introduzione dell’unico senso di marcia, pur giudicata negativamente dai forzisti, “offriva ampie possibilità per generare spazi dedicati ai cittadini e agli operatori economici che non si limitano a transitarvi”. “Come per altre strade urbane – spiegano -ad alto scorrimento, abbiamo auspicato e proposto una riqualificazione nell’ottica di favorire la creazione di spazi connettivi del tessuto del ‘piano terra’ della città”.

Nell’idea dei tre consiglieri, via Dante avrebbe dovuto “contemplare la presenza di verde urbano, con ampi spazi per i plateatici destinati alle attività commerciali, lo sfalsamento di livello tra i tracciati automobilistici e ciclabili, soventi occasioni di attraversamento debitamente protetto oltre alla cura per la qualità dei materiali e delle pavimentazioni”.

“A mancare – è il giudizio finale di FI – è stata ancora una volta la cultura della qualità urbana e il rispetto della cosa pubblica. Si è affermata invece con chiarezza cristallina l’approccio banale e superficiale alle dinamiche complesse della città e il disinteresse per chi in quella strada e in quella zona vive e lavora. Con le stesse risorse ed in tempi anche più brevi, si poteva fare molto meglio. Cremona sta per battezzare un nastro di asfalto triste d’inverno e incandescente in estate”.  Gli azzurri quindi concludono: “Non manca nulla. Nemmeno, con tutto lo spazio che c’era, il consueto palo (nuovo!) in mezzo alla carreggiata, un vezzo diventato ormai la triste firma della giunta Galimberti sulle piste ciclabili”.

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