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Discoteche, slitta la riapertura.
Zanoni e Canale: 'Gestori
e indotto in ginocchio'

Saranno le ultime a riaprire, dopo la marcia indietro del Governo, che ha fissato la nuova data nel 14 luglio, e ora sono in ginocchio: discoteche e sale da ballo, in Italia e a Cremona, soffrono una chisura che dura ormai da 110 giorni, e nell’ultimo decreto sono state ulteriormente penalizzate. Il grido d’aiuto arriva da Rosario Zanoni, presidente provinciale Silb Cremona (Sindacato imprenditori locali da ballo).

“Siamo stati i primi, per spirito di grande responsabilità, a chiudere le nostre sale da ballo e discoteche” evidenzia. “Lo abbiamo fatto prima di qualsiasi obbligo. Ora, passata la fase acuta dell’epidemia, lentamente si sta riprendendo a riaprire tutto, mentre la nostra categoria sta subendo un’ingiustificata penalizzazione rispetto alle altre. Primi a chiudere ultimi a riaprire”.

Le sale da ballo in questi mesi si sono comunque organizzati per una riapertura in tutta sicurezza: “Abbiamo sanificato i locali, realizzato percorsi dedicati per spostarsi all’interno, istituito l’obbligo di prenotazione dei tavoli, lasciato chiuso il bancone del bar e previsto l’obbligo di mascherina per chi sta a meno di un metro di distanza” sottolinea ancora Zanoni. “Con tutto questo, tuttavia, non ci lasciano riaprire”.

Una situazione che porta un pesante impatto economico, tanto che molti locali rischiano di non riuscire a riaprire i battenti mai più, soprattutto considerando che “non abbiamo ricevuto un euro dallo Stato. Molti di noi sono allo stremo”. La crisi riguarda, in tutta Italia, 90.000 persone e famiglie e 2.500 aziende”.

Anche l’indotto, infatti, è fortemente penalizzato, come evidenzia il consigliere comunale Santo Canale (Pd), che collabora con il mondo della gestione eventi. “Questa crisi coinvolge non solo i locali, ma anche gruppi musicali, baristi, dj, gestori della sicurezza, service e via di seguito. Capisco l’emergenza sanitaria, ed è sacrosanto prendere tutte le misure necessarie, ma questo settore è fermo dal 21 febbraio e non ce la fa più. Purtroppo il settore dell’intrattenimento è sempre stato lasciato per ultimo, non ci sono mai state precise indicazioni fin dall’inizio. Eppure è un settore che muove un grosso giro d’affari”.

C’è poi la questione della Movida incontrollata, come evidenziano sia Canale sia Zanoni: “I ragazzi che non possono radunarsi nelle discoteche si ritrovano in strada a consumare alcolici, con tutti i rischi per la sicurezza, ma anche di risse e aggressioni. Nelle discoteche c’è modo di tenerli controllati e di sedare eventuali dissapori, mentre fuori sono allo sbando”.

LaBos

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