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Centri estivi, dal 22
giugno al via le proposte
degli oratori cremonesi

Se da un lato sono iniziati i centri estivi delle società sportive, ai nastri di partenza ora ci sono anche quelli degli oratori, che prenderanno il via lunedì prossimo, 22 giugno, nelle principali parrocchie cittadine (Cristo Re, Sant’Ambrogio, Seminario, San Francesco-San Bernardo, San Michele, Cavatigozzi, Sant’Ilario, San Sebastiano-Boschetto, San Giuseppe) e della Diocesi (come Pandino, Piadena, Castelleone, Vescovato, ecc). Rispetto agli anni scorsi l’utenza sarà circa del 50% (lo scorso anno i grest avevano mosso circa 20mila persone tra educatori e bambini) proprio allo scopo di rispettare le normative anti-covid.

“Abbiamo seguito la procedura di autorizzazione dei centri estivi poi superata dalla legge regionale e siamo riusciti a organizzare i servizi secondo il rispetto delle norme” evidenzia don Paolo Arienti, presidente della Federazione Oratori di Cremona. I grest quest’anno si struttureranno in piccoli gruppi, che seguiranno le direttive del progetto degli oratori lombardi, Summerlife, che punta a riscoprire il territorio, con una serie di tematiche, legate ai luoghi che i bambini tornano a rivivere dopo il lockdown. “Si torna a vivere il territorio, a riscoprire la bellezza dei legami”.

“Gli oratori più piccoli e meno strutturati faranno attività più mirate” continua do Paolo. “Abbiamo fatto una scelta molto seria, ossia quella di prediligere la proposta di volontariato, perché crediamo che sia una risorsa indispensabile da mettere a sistema e da offrire accanto ad altre proposte. Un’iniziativa che incide sui costi dell’offerta ma non sulla qualità perché le nostre sono comunità educative da sempre, co una competenza e capacità progettuale che si integra con le figure professionali. E del resto questa è la logica del grest da sempre”.

Tra gli educatori, come previsto dalla normativa, che ne ha sdoganato la presenza, ci saranno anche ragazzi adolescenti, 16enni, “con adulti di riferimento e rispetto totale delle regole sanitarie” sottolinea il sacerdote. “Siamo usciti dai cliché già rodati e ci siamo confrontati con le prescrizioni sanitarie, anche attraverso dei video formativi”. Per la comunità oratoriana, questi centri estivi sono una sfida in piena regola: “Siamo l’unico contesto di educazione dopo la scuola, tanto che nella nostra proposta è previsto uno spazio per compiti e dei laboratori”.

LaBos

 

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