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Maturità al via. Nuova
formula, stessa emozione
di sempre in via Palestro

(foto Sessa)

In una via Palestro semideserta, oggi è stato il giorno del debutto della più anomala tra le varie versioni degli esami di maturità, che cambiano veste ogni anno e che stavolta saranno ricordati come quelli dell’emergenza Covid. 4 – 5 studenti per ciascuna delle 72 commissioni insediate in provincia di Cremona; colloqui solo al mattino e termine presunto dei lavori al massimo fra tre settimane, ma solo per gli istituti più numerosi.  Molti maturandi conosceranno già il loro voto fra pochi giorni. Mascherine, misurazione della temperatura, autocertificazione sul proprio stato di salute non hanno cambiato più di tanto l’approccio a quello che viene considerato il primo vero test d’ingresso nel mondo adulto.

“L’emozione degli studenti è esattamente la stessa di tutti gli altri anni”, commenta Gloria Grazioli, vicepreside del Ghisleri – Vacchelli. “Mani fredde e sudate, sguardi spauriti. Questi mesi per i ragazzi sono stati difficilissimi, hanno visto la paura degli adulti, hanno conosciuto il dolore, la malattia e a volte la morte. Credo che abbiano avuto un contraccolpo non indifferente”.

 “E’ stato un po’ strano rivedere dopo tanti mesi i professori e rivederli distanzati – dice Lidia Invernizzi, del corso di Marketing -.  L’esame è andato bene, era strutturato in maniera semplice, è iniziato con una parte dove si mostrava l’elaborato, una seconda dove veniva estratta una foto e dovevamo fare dei collegamenti e poi l’ultima parte riguardava l’alternanza, con cittadinanza e costituzione”. Proprio al Vacchelli oggi si è celebrato un addio, quello all’istituto tecnico Ponzini, lo storico istituto di Soresina che quest’anno, per la sua ultima quinta, era stato trasferito presso la sede principale di via Palestro a Cremona, anche se di fatto poi i ragazzi hanno viaggiato solo per pochi mesi.

Al liceo Scientifico Aselli tra le prime classi ad essere esaminate c’è stata la 5A del corso tradizionale. Cancello rigorosamente chiuso in via Palestro, ma grande festa sul marciapiede tra compagni di classe. “E’ andato tutto bene – racconta Beatrice Cavagnoli, accolta con getti di spumante all’uscita e con il lancio di uova – I professori mettono a proprio agio, sono consapevoli della situazione. Se vedono che conosci l’argomento ti interrompono e passano ad altro. Mi sento di rassicurare  i miei compagni: dopotutto sono gli stessi professori che già ci conoscono”. Per lei un futuro ad Ingegneria al Politecnico.

fotoservizio Sessa

La commissione del Ponzini al Ghisleri -Vacchelli

 

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