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‘Maggiordomo di Comunità’,
al via la sperimentazione da
parte del Comune

L’emergenza sanitaria collegata al Covid-19 ha avuto, tra le molte conseguenze, anche quella di rendere ancora più gravoso il compito dei caregiver, cioè i familiari, gli amici e le persone che, con ruoli diversi, assistono una persona con patologie che non la rendono autonoma nella vita quotidiana. Questo è avvenuto sia per la sospensione dei servizi usufruiti dalle famiglie, come ad esempio la scuola, sia per il peggioramento delle condizioni generali socio-economiche e di salute della popolazione. Un fenomeno molto avvertito anche nel nostro territorio, caratterizzato da un’elevata presenza di anziani e, di conseguenza, anche di malattie croniche legate all’età avanzata.

Di fronte a questo scenario la Giunta, su proposta dell’Assessore alle Politiche Sociali e della Fragilità Rosita Viola, ha dato il via libera all’attivazione del progetto “Maggiordomo di Comunità” quale ulteriore risposta ad in integrazione e in strettissima connessione con quanto già disponibile attraverso la rete territoriale dei servizi nell’accezione più ampia possibile.

La figura del Maggiordomo di Comunità era stata sperimentata nell’ambito del progetto Il Tempo della Cura – e più in generale del Piano Territoritoriale Conciliazione 2017/2019 – nel periodo agosto 2019 – gennaio 2020 in collaborazione con la Cooperativa Nazareth. Tale esperienza, che ha ottenuto buoni risultati in termini di qualità della relazione con le famiglie, qualità della vita dei destinatari ed esiti per quanto riguarda la gestione del carico organizzativo delle famiglie stesse, costituisce la base di partenza e di sviluppo del nuovo progetto.

“Grazie a questa iniziativa – spiega Viola – intendiamo costituire e mettere a regime una rete di soggetti del territorio, con specifiche esperienze e competenze, in grado di definire un modello di conciliazione territoriale che sappia valorizzare le persone più fragili e che attivi risposte concrete per i bisogni delle famiglie. Si vuole così offrire e garantire ai caregiver di Cremona e del territorio dell’Ambito un’azione di supporto ai loro bisogni di conciliazione dei tempi di vita – lavoro – assistenza”.

Il Maggiordomo di Comunità si concretizza dunque come un aiuto concreto alle famiglie in termini di ore di sollievo e di recupero di quei momenti relazionali che è sempre più complessa da attuare nei servizi domiciliari a causa dell’alto livello di prestazione e di tempistiche strette. Il Maggiordomo di Comunità si delinea come figura a supporto delle famiglie impegnate in compiti di cura, in particolare di figli minori o parenti anziani non autosufficienti, ricoprendo inoltre un ruolo di “ponte” fra la famiglie e il mondo esterno, sia sul piano relazionale sia della soddisfazione dei bisogni.

Ponendosi tra il volontariato e il servizio domiciliare, ma senza sovrapposizioni, il Maggiordono di Comunità potrà svolgere attività di assistenza diretta e di sorveglianza passiva, come ad esempio supportare nella preparazione dei pasti, fare la spesa settimanale, “controllare” la persona in modo costante a distanza, gestire questioni amministrative e burocratiche, facilitare e accompagnare i rapporti con le figure professionali e le strutture che si occupano della persona. Potrà in modo particolare attivare momenti nel campo delle relazioni sociali: fare una partita a carte, uscire per una passeggiata, in generale favorire attraverso relazioni positive e azioni costruttive il miglioramento del benessere delle persone coinvolte.

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