Un commento

Tribunale, riprende a pieno
ritmo l'attività giudiziaria
Ma il personale è all'osso

Da domani, primo luglio, riprenderà a pieno ritmo l’attività giudiziaria del tribunale di Cremona. Dunque, dopo lo stop imposto dall’emergenza sanitaria, palazzo di giustizia, che ha comunque sempre garantito le urgenze e che ha portato avanti il lavoro grazie alle udienze da remoto, torna a pieno regime, fermo restando il mantenimento di tutte le norme di sicurezza anticoronavirus. Ci sarà una maggiore ripresa delle udienze alla presenza delle parti, anche se per questo mese continueranno ad essere celebrate le udienze da remoto, in particolar modo quelle già iniziate e fissate. Questo soprattutto per quanto riguarda le udienze civili: fino ad oggi, infatti, i giudici civili si sono avvalsi dello strumento informatico in quanto impossibilitati, causa Covid, a celebrare le udienze nei loro uffici, troppo piccoli per garantire le necessarie misure di distanziamento. Tutte le udienze, sia civili che penali, saranno ancora celebrate a porte chiuse e per il momento, per quel che concerne gli accessi nelle cancellerie, sarà ancora necessario prendere appuntamento. Nel penale, con le udienze da remoto, sono stati garantiti i servizi essenziali, come le convalide degli arresti e le direttissime, mentre da domani, vista anche la buona situazione sanitaria  all’interno del carcere di Cremona, dove sono ripresi i colloqui visivi tra detenuti e parenti, i detenuti potranno essere tradotti in tribunale. Da settembre, come ha spiegato il presidente del tribunale Anna di Martino, tutto tornerà nella norma, emergenza sanitaria permettendo.

Intanto però sul fronte dei numeri del personale amministrativo, la situazione è nettamente peggiorata. “Siamo ormai all’osso”, ha detto il presidente, che per far fronte a quest’altra emergenza, lo scorso 22 giugno ha scritto una lettera al Ministero, indirizzando la missiva anche al prefetto e al sindaco di Cremona, chiedendo l’assegnazione di personale e di indicare nei concorsi Cremona come sede a copertura necessaria. “Da domani”, ha spiegato, “va in pensione il funzionario della volontaria giurisdizione, tra l’altro uno dei settori che più ha lavorato, con tante pratiche che vanno curate. Su un organico di 12 funzionari, ce ne sono solo 5. Da tempo il giudice di pace è privo di un funzionario. Dall’ultima selezione indetta dal Ministero, a Cremona non è venuto nessuno. Erano pubblicati tre posti che sono vacanti dall’estate del 2018”. “La situazione dei funzionari è drammatica”,  ha aggiunto il presidente, “così come quella degli assistenti: sono 13, ma di fatto ne ho 11, di cui un posto che non è mai stato coperto, mentre un assistente arrivato nel maggio del 2018 recentemente ha ottenuto un distacco al giudice di pace di Trani”. “Abbiamo 54 figure di personale amministrativo attualmente ridotte a 37”, ha continuato il presidente del tribunale, “compresi tre conducenti di automezzi. Di 8 cancellieri in pianta organica, ne abbiamo 4. Se va avanti così, saremo costretti a sacrificare qualche ufficio”. Una situazione preoccupante, che non solo mette a rischio l’attività lavorativa del tribunale, ma che crea un clima pesante che inevitabilmente si riflette anche sul lavoro dei giudici togati. “Con i magistrati che abbiamo”, ha detto il presidente, “giovani e bravi, con un ufficio gip completamente informatizzato, potremmo essere un modello”. Buona, al contrario, la pianta organica relativa ai giudici, che conta solo la scopertura di un giudice del dibattimento che prima o poi verrà riempita. “Il mio scopo”, ha concluso il presidente, “è quello di creare un’attività e un clima lavorativo tali per cui questi giovani magistrati possano fare a Cremona un’esperienza un pò più lunga”. A fine anno anche la storica dirigente del tribunale Laura Poli dirà addio a Cremona: andrà a lavorare alla procura generale di Brescia. Per rimpiazzare il suo posto, a ottobre dovrebbe essere indetto un bando.

Sara Pizzorni

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Pilla Paolo Guido

    Per attenuare la gravità della situazione si poteva dare corso alle richieste di mobilità pervenute nel corso degli anni.