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Tognazzi e il campionato della
barzelletta: la sfida 'social' della
comunicazione negli anni '50

Di Marco Bragazzi

Un elegante doppiopetto, una cravatta perfettamente azzeccata e un talento unico come attore. Con queste caratteristiche negli anni ’50 una nota azienda tessile veneta aveva deciso di sviluppare e rivoluzionare il concetto della comunicazione usando uno strumento sempre più diffuso allora, la televisione, abbinandolo con uno molto più tradizionale e usato da svariati secoli, la barzelletta. Da questa commistione tra tessuti, talento e mezzi di comunicazione nacque il Campionato della barzelletta, ovvero una sfida indolore tra i comici più famosi di allora che si affrontavano raccontando in neanche un minuto una piccola parte della società italiana con ironia ma a volte con sagace cinismo. La “vittoria” arrivava grazie a delle cartoline spedite all’azienda dove venivano segnalate le barzellette più apprezzate, un metodo di comunicazione, come si direbbe oggi, “social”, sviluppato allo stesso modo di quello odierno ma usando semplicemente tecnologie meno raffinate di quelle correnti. Sotto una strana bombetta che naviga solitaria davanti ad uno stupito pescatore sulla riva di quel fiume Po tanto caro ai cremonesi si nasconde il talento e la bicicletta, ma non il doppiopetto e la cravatta, di uno dei più grandi attori di sempre, quell’Ugo Tognazzi da Cremona che poteva tranquillamente far ridere o far riflettere in un teatro, davanti ad una cinepresa o, semplicemente, raccontando una barzelletta. Il fiume Po, una barzelletta e Ugo Tognazzi, ovvero tre capisaldi della storia della città di Cremona, storia che sembra sempre più offuscarsi.


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