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Tomasoni si dimette e il
direttivo decade: il quartiere
Po rimane senza Comitato

Viale Po

Il quartiere Po non ha più un suo comitato. Le dimissioni del presidente, Matteo Tomasoni, presentate nei giorni scorsi, hanno infatti ridotto a 5 il numero di membri del direttivo, che per regolamento deve però essere composto almeno da sei persone. Questo ha portato alla decadenza del Comitato stesso, che “andrà a naturale rinnovo nel 2021 in quanto, per l’anno in corso, tutte le procedure per i rinnovi sono già state attivate e non vi sono più i tempi tecnici necessari per inserire le elezioni del vostro Comitato nel 2020” si legge nel sito del Comune.

Dunque fino all’anno prossimo il quartiere 10 resterà senza una guida, senza che nessuno porti avanti battaglie  per le luci sul viale, per l’area di sgambamento cani, per la fontana di piazza Cadorna e via di seguito. Che vi fosse qualche tensione all’interno del direttivo, del resto, non è una novità: i problemi si trascinavano da tempo, come del resto emerge anche dal verbale dell’assemblea dello scorso 21 dicembre “Tomasoni lamenta che negli ultimi 20 mesi, che corrispondono alla sua Presidenza, ha avuto poco o nullo riscontro da parte dei membri del Direttivo” si legge nel documento. “Sperava di avere più aiuto, presupposto che, quando una persona decide di candidarsi, lo fa perché vuole impegnarsi per il quartiere, e farsi portavoce dei cittadini, ma deve anche avere considerato i propri impegni”.

Sempre dal documento, emerge l’accusa dell’ex presidente di quartiere di non aver avuto aiuti nell’organizzazione della festa di Sant’Omobono 2019, circostanza in cui “non ci sono stati stimoli, né aiuto pratico, da parte dei membri del Direttivo” si legge ancora nel verbale. In cui emerge una controaccusa da parte dei membri del direttivo stesso: si riconosce a Tomasoni “grande disponibilità nell’ascolto dei cittadini, nonché grande dedizione nell’ assolvere le sue mansioni pratiche (segnalazioni, lettere ai giornali, ecc.); ma proprio questo, oltre a non avere convocato il Direttivo per circa otto mesi, potrebbe avere dato modo al presidente, inconsapevolmente, di monopolizzare l’attività del Direttivo”.

E già allora, in chiusura della riunione, si era parlato di dimissioni: Tomasoni proponeva che il direttivo si dimettesse in blocco, ma l’idea era stata respinta. Aveva allora lasciato in sospeso la decisione sulle sue dimissioni personali. Dimissioni che, alla fine, due giorni dopo l’ultima riunione dell’8 luglio, sono arrivate.

LaBos

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