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Dopo il Covid, Cremona
Solidale e Fondazione
progettano la ripartenza

Il welfare cittadino cerca di guardare avanti, nel pieno di un emergenza sociale ed economica senza precedenti nella storia recenti, innescata dalla pandemia. Occhi puntati sui servizi per gli anziani e disabili, con Cremona Solidale in forte sofferenza, come dimostrato dal disavanzo di 250mila euro nel bilancio 2019,  che quest’anno, con il blocco dei nuovi ingressi per tre mesi, è destinato ad aggravarsi ulteriormente. I  mancati ricoveri in Rsa fanno soffrire sia i famigliari degli anziani in attesa di un posto (solo da poco sono ricominciati gli ingressi, ma in maniera molto lenta) sia le casse dell’azienda comunale; ma non stanno bene nemmeno altri servizi per anziani, come i Centri Diurni, mai più riaperti  dopo l’8 marzo.

E così i vari attori pubblici del welfare cittadino stanno cercando di riorganizzare i servizi in vista della auspicabile ripresa autunnale. Di qualche giorno fa, la stipula di un nuovo accordo tra Comune di Cremona, Fondazione Città di Cremona e Cremona Solidale, che prevede interventi sia sugli immobili, sia sul reperimento di fondi. Su questo fronte si è deciso di rilanciare la raccolta di donazioni da privati, proseguendo un cammino già avviato dalla Fondazione lo scorso anno  con la campagna ‘Oltre il giardino’ per rilanciare l’area verde di ia XI febbraio. Ora si vuole andare oltre, canalizzando le risorse su Cremona Solidale, che per tradizione (il vecchio ‘soch’ di via Brescia) rappresenta ancora per tanti cremonesi l’emblema del welfare locale.

Proprio sul complesso di via Brescia si concentrano gli interventi strutturali più importanti. Messo da parte per ora il maxi impianto fotovoltaico sui campi circostanti che avrebbe generato una cospicua entrata, si pensa di realizzare una copertura fotovoltaica sul parcheggio di via Zocco, per l’autoconsumo; previsto inoltre uno studio preliminare per l’utilizzo del parco Mainardi (di fianco a Cremona Solidale) ad uso degli ospiti ma anche della cittadinanza, raggiungibile mediante la nuova pista ciclopedonale. Grazie all’eredità Somenzi, entro l’anno partiranno i lavori nella palazzina storica, ala di sinistra guardando da via Brescia. Nuovo centro diurno anziani, nuovo centro diurno Alzheimer al piano terra e al primo piano, una Comunità di tipo alberghiero con stanze da uno o due letti per anziani ancora autosufficienti ma bisognosi di vigilanza.

Spostandoci in centro storico, l’intervento più importante sul fronte sociale è l’edificio di via XI febbraio 60, dove sono ancora disponibili per l’affitto a prezzi calmieri alcuni alloggi di casa Barbieri Raspagliesi: lo stallo dovuto al Covid ha rallentato le assegnazioni. Accanto a questi alloggi, ve ne sono altri 40 realizzati negli anni Ottanta, dove a dispetto del Covid è da poco ripresa l’attività del ‘maggiordomo di condominio’ , un aiuto nel disbrigo delle faccende quotidiane (spesa, farmacia, controllo pressione ecc) degli affittuari. Sempre in attesa, si spera, che anche il centro Diurno al piano terra possa presto tornare ad essere luogo di aggregazione per la terza età.

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