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'Ad occhi aperti': proposte
e messaggio del vescovo
per il nuovo anno oratoriano

“Ad occhi aperti – Cielo e terra passeranno, le mie parole non passeranno”: questo il titolo dell’anno oratoriano 2020/21, per il quale sono state pubblicate sul sito della Federazione oratori cremonesi le proposte, insieme al messaggio che il vescovo Antonio Napolioni ha diramato agli oratori.

“Veniamo da mesi davvero strani, che hanno messo a dura prova tutti, a cominciare dai più deboli e fragili sino a coinvolgere intere comunità, il tessuto sociale del nostro territorio e la vita della Chiesa diocesana” ha evidenziato il presule..”Siamo stati costretti a salutarci dai balconi, a vederci solo sul web e magari a riformulare certe nostre consuetudini attraverso uno schermo: così è successo per la scuola, per qualche spezzone di catechesi, per l’Eucaristia domenicale”. Il tutto in un clima di grande angoscia, che ha disorientato tutti.

Quanto vissuto, “ci ha riportato ad una solidarietà forzata con tante parti del mondo in cui incertezza e povertà, precarietà e paura sono quotidiane” ha detto ancora il vescovo Antonio. “Mentre i nostri Oratori riaprono i loro cancelli, passo passo, in base alle norme e alle opportunità, dobbiamo a tutti i costi far tesoro di quanto abbiamo vissuto, consapevoli che non l’abbiamo solo fatta franca, ma che dentro pagine anche dure c’è una parola da ascoltare, un insegnamento che spetta a noi cogliere: per essere giovani migliori, educatori migliori, famiglie e comunità migliori”.

Dunque cosa succederà il prossimo anno negli oratori? “Ci addentreremo con la Diocesi in due attenzioni generali: la prima – nei mesi di settembre-novembre – dedicata all’ascolto e alla rielaborazione dei vissuti, guidati dalla Parola; la seconda, con l’Avvento 2020, giocata sul quinto discorso di Matteo, quello escatologico (Mt 24-25). Il Vangelo chiede di attendere il ritorno glorioso del Signore dentro le cose di questa storia; dentro la cura, il lavoro, una giustizia da difendere, una speranza da costruire, una carità sempre urgente”.

Si analizzerà quanto fatto in estate con il progetto Summerlife, che è” stato una lotta contro il tempo ed un esperimento da rileggere”. La Diocesi dunque “si impegnerà in un trimestre di rielaborazione chiesto a tutte le comunità, da settembre alla festa di Cristo Re, tornando a valorizzare i vissuti alla luce della Parola: anche il mondo giovanile ed educativo andrà coinvolto, mentre cercheremo di riorganizzare e rilanciare (e non solo in termini di orari e spazi) la catechesi (vd. la Lettera ai presbiteri e catechisti dell’équipe catechistica diocesana proprio sulla ripresa dei percorsi) e le attività che caratterizzano la vita oratoriana”.

La situazione “richiede oggi più che mai di rimettersi a pensare e condividere l’idea di Oratorio, con scelte coerenti alla logica educativa. Metteremo a disposizione gli orientamenti per il nuovo tratto di percorso sia locale che diocesano, appena dopo l’Assemblea Oratori del 14 settembre. Il percorso che riprenderemo, condurrà ancora ad un momento diocesano (fissato per il 23 aprile 2021) di rielaborazione, preceduto da un momento ancora parrocchiale ed uno zonale”.

Anche la pastorale digitale, soprattutto indirizzata ai giovani, agli educatori e ai processi formativi, è stata una grande protagonista dei mesi scorsi ed ha portato con sé domande e provocazioni; e dunque va riconsiderata come non mai. Se ne parlerà approfonditamente nella formazione zonale di gennaio-febbraio proposta dall’Area Giovani e curata in collaborazione con Cremit di Cattolica e Consultori di ispirazione.

Come di consueto, queste attenzioni verranno presentate e condivise all’Assemblea Oratori che è in calendario – salvo controindicazioni sanitarie – per lunedì 14 settembre dalle ore 18 presso il Seminario di Cremona, secondo il programma che si può scaricare qui: Invito Assemblea oratori 2020. Ricordiamo la necessità della prenotazione entro il 10 settembre presso la segreteria Focr.

 

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