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Caso Ponchielli, i retroscena
della bagarre
in Consiglio Comunale

Si annunciano strascichi pesanti all’indomani del consiglio comunale che ha visto respinto solo per un soffio l’ordine del giorno di Maria Vittoria Ceraso sulle modalità di scelta del nuovo sovrintendente del teatro. Ad uscirne male è la maggioranza, con tre consiglieri del Pd che non hanno partecipato al voto (Fabiola Barcellari, Livia Bencivenga, Santo Canale) e una di Fare Nuova la Città, Letizia Kakou, che si è assentata prima ancora che finisse il dibattito perchè impegnata in un corso di formazione professionale. Già ampiamente preventivata era la non partecipazione al voto nè alla discussione, da parte di Francesco Ghelfi e Paola  Ruggeri (Articolo Uno): in una precedente riunione di maggioranza si era quasi arrivati ad un punto di rottura, poi risolto con il compromesso di un’uscita dalla sala consigliare senza troppo clamore. Significativa anche l’assenza dal dibattito sul Ponchielli di due esponenti di peso del Pd in Giunta, il vicesindaco Andrea Virgilio e l’assessore Rodolfo Bona: se ne sono andati dopo l’approvazione delle delibere e ben prima che si innescasse la miccia del teatro.

Preventivata era pure l’uscita di scena dei tre consiglieri del Pd. Come spiega Fabiola Barcellari, “io sono uscita verso le 19,30 per motivi di lavoro (fa i turni in ospedale come infermiera, ndr), ma avrei assistito volentieri al dibattito. Sicuramente era importante lanciare un messaggio”. Non specifica a chi, ma lo si intuisce: al sindaco Galimberti e all’assessore Luca Burgazzi, a segnalare quella mancata condivisione sul tema teatro, che il segretario provinciale dem Vittore Soldo aveva auspicato.

Da un altro versante della maggioranza, con il capogruppo Pd Roberto Poli e quello di Fare Nuova la Città Enrico Manfredini si cerca invece di gettare acqua sul fuoco: “Adesso bisogna ridimensionare la portata di questa vicenda”, sintetizza Manfredini. ” Mi sembra una cosa che è stata molto enfatizzata. oltre il suo effettivo peso. Stiamo parlando del Sovrintendente del Ponchielli, figura importante, ma non tale da portare ad un dibattito tanto accanito”. Manfredini nel corso del dibattito era intervenuto riassumendo la posizione del sindaco, ossia che Cigni tiene insieme esperienza internazionale e profonda conoscenza della realtà cremonese. “L’altro tema fondamentale è che quando ricerchi una persona, non c’è il candidato ottimo in assoluto, ma quello che meglio si adatta a fare il progetto che in quel dato momento vuoi realizzare. Il fatto che Cigni avesse respiro internazionale e conoscesse bene la realtà cremonese sono stati elementi distintivi rispetto agli altri candidati”.

Durissimo e foriero di ulteriori sviluppi nelle prossime ore, lo scontro a distanza tra Carlo Malvezzi e Luca Burgazzi, intervenuto a conclusione del dibattito sull’odg Ceraso. Il primo  si è rivolto agli assessori del Pd, Andrea Virgilio e Maura Ruggeri, chiedendo se condividevano il metodo assunto dal sindaco nella scelta del nuovo sovrintendente, evitando platealmente di interloquire con l’assessore alla Cultura e citandolo invece per sottolineare che “Luca Burgazzi ha abdicato al suo duplice ruolo di segretario del Pd e assessore alla cultura per fare il segretario del sindaco”. Un attacco a cui ha reagito lo stesso Burgazzi: “eviterei di parlare di amicizie da parte vostra”, una frase che è stata letta come un riferimento al presunto voto di scambio per cui Ceraso e Malvezzi risultano indagati. Un riferimento – a procedimento penale tuttora in corso e con dichiarazioni di un pentito tutte la verificare – risultato inaccettabile da quasi tutto il consiglio comunale, non solo dalla minoranza, che se ne è andata (“Pagina vergognosa per la Città di Cremona, in 12 anni di impegno politico non ho mai visto una schifezza del genere”, scrive su Fb il forzista Federico Fasani), ma anche dalla maggioranza che nelle prossime ore  potrebbe fare uscire un documento di solidarietà alla stessa Ceraso, promotrice dell’odg. gb

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