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Da Cremona al Portogallo
per fondare un monastero:
la storia di suor Giusy

E’ pronta ad andare in Portogallo per fondare un nuovo monastero, dopo una carriera trentennale come monaca nel monastero trappista di Vitorchiano; l’avventura di suor Giusy Maffini, cremonese, è pronta per cominciare. A raccontare la sua storia, dopo che la stessa suora ne ha portato restimonianza in una chiesa gremita a Borgo Loreto, il magazine Riflessi e il sito della Diocesi.

La partenza di suor Giusy è prevista per ottobre, quando partirà insieme a nove sorelle per fondare il nuovo monastero. Con una grande motivazione, ma soprattutto la consapevolezza, imparata da una consorella, suor Augusta, di 83 anni, di “non aver ancora restituito abbastanza” rispetto a quanto donato a lei da Dio. “Dire sì a questa nuova avventura dice di una disponibilità che è apertura alla vita perché Dio non si stanca di chiamarci a uscire da noi stessi per costruire un bene più grande” ha detto.

Dei 30 monasteri cistercensi che contribuirono a fare l’unità del Portogallo, oggi non ne è rimasto neanche uno. E dal 2016 la comunità di Vitorchiano si interrogava sulla necessità di aprire una nuova Fondazione, visto che ormai il monastero aveva quasi esaurito i posti. L’incontro con un vescovo portoghese, monsignor Josè Cordeiro, della diocesi di Bragança-Miranda, ha portato a prendere la decisione. E’ stato infatti lui a proporre a madre Rosaria Spreafico, badessa, questa meta, impegnandosi a trovare gratuitamente un terreno dove poter edificare il nuovo monastero.

Grande è stato l’impegno di fedeli e contadini che hanno donato parte dei loro terreni per consentire di dare il via alla realizzazione della struttura. E’ quindi stata approntata una nuova foresteria per accogliere i pellegrini, mentre procede la sfida più grande: quella della edificazione della clausura vera e propria.

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