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60 anni fa l'inaugurazione del
porto di Cremona: cosa resta
del sogno di navigare il Po

Il 2 ottobre 1960, sessant’anni fa l’inaugurazione del porto di Cremona. Una vecchia lapide ricorda quel momento. Fu il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi ad inaugurare simbolicamente i lavori. Con il presidente della Provincia Ghisalberti premette il pulsante della mina che con uno scoppio sollevò l’acqua dal fiume per quello che sembrava davvero l’inizio concreto del sogno millenario della navigazione del grande fiume. A completare la festa la sfilata dei motoscafi del raid Pavia-Venezia e un convegno sull’idrovia Locarno-Venezia. Una stele ricorda l’evento alla balconata sul fiume poco prima della Baldesio, vicino alla sede dei Carabinieri forestali.

Il porto è stato costruito in un luogo diverso, si è persino messo mano al canale navigabile attestato da anni appena prima dell’Adda. Al porto ci sono importanti insediamenti industriali ma il trasporto merci sul fiume funziona soltanto pochi giorni l’anno. Senza la regimentazione del corso d’acqua è possibile navigare solo con barche leggere. Poche unità di bettoline con le merci navigano il fiume, partono o arrivano al porto. Studi, progetti, proclami di ministri, presidente di Regione e assessori si sono sprecati. Il porto di Mantova, con il suo canale artificiale ci ha superato. “La capitale del Po” come Fiorino Soldi definiva Cremona resta nel passato, nella storia. Ma il futuro sembra non appartenerle.

IL SERVIZIO DELL’ISTITUTO LUCE SULL’INAUGURAZIONE

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