Cronaca
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Aggressione e violenza sessuale al centro massaggi cinese. 22enne a processo

Violenza sessuale, lesioni e danneggiamento: queste le pesanti accuse di cui deve rispondere a processo un 22enne piacentino residente a Crema. I fatti risalgono al 20 febbraio del 2019 e sarebbero stati commessi all’interno del centro massaggi ‘Farfalla’ di via Stazione a Crema. Vittime, due donne cinesi, entrambe aggredite fisicamente, una anche sessualmente. Erano le 23,30 quando l’imputato, difeso dall’avvocato Giovanni Bertoletti, avrebbe chiesto insistentemente di entrare ‘per fare sesso’. Una delle due donne avrebbe cercato di impedirgli di entrare, ma il giovane aveva preso a calci la porta di ingresso, riuscendo ad introdursi nel centro. Sarebbe poi stata afferrata per il collo e colpita con un calcio allo sterno, e successivamente scagliata su uno dei lettini dove avrebbe subito palpeggiamenti al seno. Nel parapiglia, la donna era riuscita a chiamare la collega, all’epoca dei fatti incinta, e anche lei era diventata vittima del 22enne. Quest’ultima sarebbe stata spinta e colpita con un calcio alla pancia e con un pugno sulla spalla. La cinese, che non parla l’italiano, era però riuscita ad allertare telefonicamente il fidanzato che aveva chiamato le forze dell’ordine. Sul posto, oltre ai medici del 118, erano arrivati due agenti del Commissariato di Crema che oggi sono stati sentiti in aula davanti al collegio dei giudici. “C’erano urla e rumori”, ha spiegato uno dei due testimoni, “la porta era danneggiata, l’ingresso era tutto a soqquadro e c’era un giovane che inseguiva le due dipendenti cinesi. All’interno del centro, uno dei letti non era in ordine. Le donne, poi portate in ospedale, erano molto agitate, una di loro era anche in evidente stato di gravidanza e lamentava dolori alla pancia. Nessuna delle due parlava italiano. Il ragazzo, invece, era visibilmente alterato dall’alcol: aveva gli occhi arrossati e l’alito vinoso”. “Sia il ragazzo che le due donne avevano indosso i vestiti”, hanno spiegato gli agenti. L’imputato portava uno zainetto all’interno del quale era stata trovata una carta Posta pay con una carica di 50 euro”. In aula è poi emerso che una delle due donne aveva un precedente per il reato di prostituzione. Entrambe le vittime erano regolari sul territorio con il permesso di soggiorno in fase di rinnovo. Le due avrebbero dovuto testimoniare oggi in udienza, ma non si sono viste. Il collegio ha quindi dato mandato alla polizia giudiziaria di effettuare ricerche più approfondite delle due donne, sia in via Stazione, dove ad entrambe è stato notificato il decreto che dispone il giudizio, che ad altri indirizzi acquisiti in udienza, oltre a chiedere al Consolato notizie circa la loro presenza in Italia. Il processo è stato aggiornato al 9 febbraio.

Sara Pizzorni

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