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Il nazista John Amery
e il suo legame con Cremona,
dove tenne diversi comizi

di Marco Bragazzi

Il cognome Pierrepoint incuteva un timore enorme in tutta l’Inghilterra tra la fine XIX e la prima metà del XX secolo. I Pierrepoint non erano un gruppo di criminali che scorrazzava compiendo efferate azioni in tutto il Regno Unito, ma erano una famiglia di boia a cui il Governo britannico aveva concesso la possibilità di formalizzare gli ultimi momenti dei condannati a morte dai tribunali inglesi. Il più famoso tra questi, Albert Pierrepoint, fu colui che giustiziò buona parte dei criminali di guerra nazisti così come i più pericolosi assassini inglesi e lo stesso Albert, nelle sue memorie professionali, disse che il più coraggioso tra i suoi quasi 600 condannati fu John Amery.

John Amery ha rappresentato una delle peggiori spine nel fianco per il Governo di Guerra di Winston Churchill e del suo “delfino” Anthony Eden ministro degli Esteri, una spina paragonabile quasi ai razzi nazisti V1 e V2 che rischiarono di far collassare il morale del popolo inglese durante la Seconda Guerra Mondiale. Se Anthony Eden venne informato della cattura nel cremonese del prete – anche se venne scomunicato un mese prima – Tullio Calcagno che da anni viveva a Cremona per poi finire fucilato il 29 aprile 1945 a Milano, Amery era letteralmente una spada di Damocle per “l’uomo con il sigaro in bocca che nel 1940 aveva sfidato Hitler”.

Figlio del parlamentare, ministro e governatore delle Indie Leo Amery, John fece la triste conoscenza di Albert Pierrepoint il 19 dicembre 1945 al termine di un processo veloce e già deciso in partenza ma in grado di tenere in sospeso l’opinione pubblica inglese visto il retaggio familiare degli Amery, storicamente sostenitori di Churchill. I capi di accusa per John erano pesantissimi, dietro al banco degli imputati gli venivano contestati i reati di alto tradimento, diserzione, sabotaggio e altri reati che lo avrebbero condotto di certo alla pena capitale. John Amery aveva vissuto una vita quasi al limite fin dalla giovinezza, dopo la fuga dall’Inghilterra all’inizio degli anni ’30 per sostenere il “caudillo” Francisco Franco durante la Guerra di Spagna tentò, per anni, di costituire un partito filo nazista composto da cittadini inglesi.

Con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale il suo atteggiamento pro nazista fu definito da Churchill “inaccettabile” ma Amery, invece, rimase fermo nel suo intento e passava le settimane a cercare volontari del Commonwealth, soprattutto tra i prigionieri di guerra, da arruolare sotto una sorta di sua personale bandiera e in appoggio alle SS del Reich. Prima in Francia poi in Germania i tentativi di Amery furono quasi tutti fallimentari, con il passare del tempo il giornalista inglese, perchè questa era la sua occupazione, cominciò a diventare un personaggio scomodo anche in Europa, oltre a venir considerato come l’emblema del traditore nella sua madrepatria.

Dal 1942 al 1944 riuscirà a mettere insieme poche decine di volontari che verranno subito arruolati nelle SS inglesi mentre i gerarchi di Berlino, ormai stanchi della visione personalistica della “guerra secondo Amery” lo spediranno in Italia con la, tutt’altro che velata, speranza di levarselo dalle scatole. In Italia trova un ambiente favorevole, Farinacci lo prende come esempio propagandistico, con gli Alleati che avanzavano da sud le parole di un inglese che “aveva cambiato parte” potevano risuonare meglio di quelle di un italiano. La notorietà fu anche la sua rovina, i giornali inglesi riportavano le parole nei comizi di Amery, Churchill si trovava con il figlio di uno dei suoi più fidati parlamentari che faceva propaganda contro l’Inghilterra e il suo Governo, robe da far diventare matto chiunque. John venne arrestato nell’aprile del 1945 a Milano, subito trasferito in Inghilterra.

Il suo processo davanti a tutta l’Inghilterra cominciò il 28 novembre ma l’imputato decise di non difendersi, si limitò a dire tramite il suo legale “Ho tenuto comizi e parlato in teatri a Cremona per due volte e poi a Milano a Biella e a Genova”, in otto minuti la sentenza era già decisa, condanna a morte per impiccagione, John sarebbe passato tra le mani di Albert Pierrepoint. A Cremona verosimilmente Amery tenne i suoi discorsi all’interno del Teatro Politeama Verdi (in pieno centro) grazie alla crescente responsabilizzazione che Farinacci fece delle sue esperienze di vita, sulla presenza del più famoso traditore inglese nella città del Torrazzo basta leggere le parole dell’ex sindaco di Cremona, Emilio Zanoni, che, nel suo racconto di quegli anni per il periodico “L’Eco del Popolo” scrisse: “John Amery parlò in un teatro cittadino e fu presentato dal Farinacci come un vero patriota inglese. Amery pranzò in un ristorante presso piazza del Duomo, ove era una mensa tedesca. Sedeva accanto a un tipo bestiale di sottufficiale germanico che col suo mitra fungeva da boia nelle esecuzioni sommarie perpetrate al “Casermone” di San Bernardo sulle SS italiane accusate di diserzione o di vari reati”. Il 19 dicembre 1945 Albert Pierrepoint mise fine alla vita di John Amery passato varie volte da Cremona e considerato ancora oggi come il peggior traditore del Regno Unito.

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