Cronaca
Commenta

Vent'anni dopo: Claudia Bacci, tra le prime 16 donne pilota dell'aeronautica militare

C’è anche una cremonese tra le donne che 20 anni fa mossero i primi passi nelle Forze Armate. Claudia Bacci, 42 anni, ha vissuto a Cremona fino al 2000, quando decise di tentare il concorso per entrare nell’Accademia dell’aeronautica militare. La sua storia, insieme a quella di 15 altre pioniere che superarono (su oltre 13mila candidati) quel concorso per il ruolo di piloti militari, è stata raccontata dal Corriere della Sera proprio in occasione del ventennale  della legge 380 del 1999, che permise la partecipazione delle donne alle selezioni per ufficiali, sottufficiali e militari di truppa.

“Ho vissuto fino a 22 anni a Cremona”, ci racconta in un momento di pausa dal suo lavoro presso lo Stato Maggiore a Roma, in viale dell’Università dove si occupa di risorse umane e formazione degli ufficiali. “Ho frequentato la scuola media Vida e poi Ragioneria Programmatori e avevo iniziato Giurisprudenza. A 19 anni lavoravo già presso uno studio legale, ma nel 2000 decisi di tentare il concorso. Era il primo anno in cui le forze armate avevano aperto al personale femminile. Pur non conoscendo direttamente nessun militare, né amici, né parenti, sono sempre stata affascinata dalle interviste che vedevo in Tv di questi militari che raccontavano di come si potesse portare aiuto alle persone, fuori e dentro i confini nazionali. Io, che non avevo la propensione per professioni come il medico, avevo sempre desiderato fare qualcosa per gli altri e ciò mi ha indotto a tentare questa strada. Inoltre credo molto nel rispetto delle regole e nei valori di lealtà, coraggio, passione per il lavoro”.

Claudia ha quindi abbandonato gli studi di giurisprudenza e iniziato l’accademia, non prima di aver superato prove pratiche, visite mediche, accertamenti psico fisici e attitudinali. Un percorso che la famiglia non ha mai contrastato, vedendo la sua determinazione. “I miei genitori  hanno solo voluto capire quanto fossi veramente convinta di quella scelta, dopotutto avevo un lavoro a tempo indeterminato. Vedendo la mia convinzione mi hanno sempre appoggiato”. Quindi, la partenza per Napoli, sede dell’accademia aeronautica, poi altri  corsi a Lecce, Firenze e quindi a Roma. Inizialmente affascinata dal ruolo di pilota (“non so quante volte ho visto Top Gun”) Claudia ha presto scoperto le tante altre sfaccettature della carriera militare imparando quanto ci si possa realizzare anche nel ruolo a terra. Ora è impiegata nel settore risorse umane: “un elemento fondamentale per la formazione dei militari è proprio la valorizzazione della persona, il suo benessere e il suo stato fisico, il suo addestramento”.  Dal suo ufficio presso lo Stato Maggiore partono le direttive e le  linee generali a cui si deve attenere il Comando scuole.

Il lavoro non ha impedito al maggiore Bacci di costruirsi una famiglia: un marito, pure militare, e tre bambine, dai 7 ai 10 anni: “Siamo riusciti a costruire un progetto di famiglia grazie anche all’aiuto dei miei suoceri e dei miei genitori. A Cremona torno sempre molto volentieri, ho amici e amiche oltre a tutta la mia famiglia e mi piace mostrare i luoghi in cui sono vissuta, tanto diversi dalla vita frenetica di Roma, alle mie figlie.

Se dovessi dare un consiglio a tutti i ragazzi che credono e sognano qualcosa, direi loro di provarci sempre. Il mio sogno l’ho realizzato, i sogni poi si trasformano, finito uno ne arrivano altri. Bisogna sempre cercare di  realizzarli, anche se sembrano impossibili”.  gb

© Riproduzione riservata
Commenti