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Giornata Mondiale Prevenzione
dell'Ictus, ospedale di Cremona
in prima linea con la Stroke Unit

Nell’ambito della Giornata Mondiale per la Prevenzione dell’Ictus l’Asst di Cremona porta avanti una campagna informativa sull’importanza della prevenzione per una patologia che può portare alla morte. Tra l’altro, l’UO di Neurologia dell’Ospedale di Cremona è dotata di una “Stroke Unit” con letti semi-intensivi in stretto raccordo funzionale con un’area di degenza non semi-intensiva, dove un team multidisciplinare (medici, infermieri, fisiatri, terapisti della riabilitazione e assistente sociale) ha una formazione specifica nella gestione dei pazienti affetti da malattie cerebrovascolari. Inoltre, l’Ospedale di Cremona è tra i pochi ospedali della Lombardia dove si esegue routinariamente la trombectomia, grazie a un team esperto di neurologi e neuroradiologi. Perciò, il paziente cremonese con ictus ischemico acuto che viene trasportato al Pronto Soccorso trova una “offerta terapeutica” completa, a patto che chiami il 112 senza perdere tempo.

“L’ictus è un disturbo acuto della circolazione cerebrale” spiegano dall’ospedale. “La forma più frequente (80% circa) è l’ictus ischemico (o infarto cerebrale) causato da un’occlusione di un vaso per cui non arriva sangue a parte del tessuto cerebrale con successiva perdita delle sue funzioni. Meno frequente (20%), ma altrettanto temibile, è l’ictus emorragico (noto anche come emorragia o ematoma cerebrale), causato dalla rottura di un vaso e dal successivo spandimento di sangue nel tessuto cerebrale”.

Anche i numeri non sono confortanti: si calcola che, in Italia, ogni anno circa 200.000 persone vengano colpite da ictus; circa una persona ogni 300 abitanti; una persona ogni tre minuti. La prevalenza dell’ictus nella popolazione italiana sopra i 65 anni è del 6.5% che, tradotto in numeri, vuol dire che in Italia poco meno di un milione di persone ha avuto un ictus e ne è sopravvissuto, con esiti più o meno invalidanti.

Si usa definire i fattori di rischio come non modificabili (età, sesso, razza) e modificabili; tra questi ultimi, l’ipertensione arteriosa, la fibrillazione atriale, le cardiopatie, il diabete, un pregresso attacco ischemico transitorio o ictus, il fumo, l’abuso di bevande alcoliche, la vita sedentaria.

I sintomi suggestivi sono l’improvvisa perdita di una funzione cerebrale come la perdita di forza o di sensibilità in un braccio, in una gamba o in entrambi; la perdita della vista; la perdita della capacità di esprimersi; la perdita dell’equilibrio. L’ictus emorragico si può spesso manifestare anche con una cefalea molto intensa.

In presenza di sintomi suggestivi di un ictus bisogna chiamare immediatamente il 112. In molti casi di ictus ischemico è oggi possibile intervenire con 2 terapie approvate per la fase acuta, ovvero attraverso la somministrazione per via endovenosa di un farmaco fibrinolitico (alteplase), il cui obiettivo è quello di sciogliere il trombo che occlude il vaso (trombolisi), oppure con una procedura endovascolare, entrando nei vasi cerebrali del paziente e asportando il trombo che li aveva chiusi (trombectomia). Queste 2 strategie terapeutiche, possono essere combinate e sono tanto più efficaci quanto più precocemente vengono somministrate (fino a 6 ore dall’esordio dei sintomi). Pertanto, è assolutamente necessario non perdere tempo prezioso: è solo chiamando il 112 e arrivando presto in ospedale che si può intervenire in modo efficace.

Per prevenire è fondamentale: conoscere i fattori di rischio; fare controlli periodici di pressione, frequenza cardiaca, esami ematochimici tra cui in particolare il colesterolo (soprattutto la sua componente cattiva LDL) e trigliceridi così da impostare, qualora questi parametri siano alterati, le terapie necessarie; mantenere uno stile di vita salutare: un’alimentazione povera di grassi e ricca di pesce, legumi freschi, ortaggi, frutta e cereali, l’astensione dal fumo e una costante attività fisica.

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