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Paolo Voltini resta alla guida
di Consorzio e Coldiretti.
Respinto ricorso della procura

Paolo Voltini resterà a guidare il Consorzio Agrario di Cremona, la Coldiretti regionale e la Federazione Provinciale della stessa associazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della procura di Cremona contro la sentenza emessa dal tribunale del Riesame di Brescia che lo scorso giugno aveva annullato la misura cautelare interdittiva emessa a maggio dal gip del tribunale di Cremona del divieto di esercitare l’attività imprenditoriale per 12 mesi. Secondo i giudici di Brescia, che nella motivazione avevano comunque condiviso il quadro accusatorio, la misura cautelare andava annullata in quanto non sussiste più il rischio di commissione di nuovi reati. Una decisione, questa, “rispettata ma non condivisa” dal procuratore della Repubblica di Cremona Roberto Pellicano che l’aveva impugnata in sede di Cassazione. “Riteniamo”, aveva fatto sapere il capo dei pm, “che Voltini non debba ricoprire la sua carica perchè c’è il rischio che ne abusi”. La Suprema Corte, però, si è espressa sulla stessa lunghezza d’onda del tribunale del Riesame. Sull’altro fronte, la procura ha già chiesto il rinvio a giudizio di Voltini, difeso dall’avvocato Sergio Genovesi, accusato di “aver estorto le dimissioni di due dipendenti del Consorzio Agrario, Paolo Ferrari ed Ersilio Colombo, rispettivamente formalizzate il 17 giugno del 2015 e il primo luglio del 2015”. L’udienza è fissata per il prossimo 12 novembre. Secondo la procura, Paolo Voltini, appena assunto l’incarico di presidente del Consorzio, avrebbe costretto i due dipendenti, che in udienza preliminare si costituiranno parte civile, a sottoscrivere le proprie dimissioni “sotto la minaccia di imprecisate azioni di responsabilità e di rovinare loro la carriera ed ogni futura assunzione lavorativa in caso di rifiuto, impedendo loro fisicamente di uscire dalla stanza ove erano stati convocati e di usare il telefono cellulare per contattare il proprio legale”.

Sara Pizzorni

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