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Truffa del vino: 40 ristoranti
raggirati, di cui 3 cremonesi,
Gli organizzatori patteggiano

Quaranta ristoranti raggirati, di cui tre in provincia di Cremona: Gerre dè Caprioli, Robecco e Grontardo. Undici i componenti del banda, residenti a Torino e di origine nomade, tra cui i quattro leader che hanno già patteggiato una pena inferiore ai due anni per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. I quattro (un quinto è latitante) hanno anche risarcito le vittime. Anche gli altri hanno chiesto di patteggiare. E’ la ‘truffa del vino’, vino francese acquistato a basso prezzo nei supermercati che veniva rivenduto a caro prezzo per banchetti con ospiti importanti. L’importo del raggiro, messo a segno nell’estate del 2019, si aggirava intorno ai ventimila euro e ha coinvolto ignari ristoratori di tutto il Nord. L’inchiesta, coordinata dalla procura di Piacenza, aveva sgominato un’organizzazione di truffatori che si presentava come conoscenti o parenti di clienti abituali dei ristoranti finiti nel mirino. Ai locali veniva chiesto di prenotare un banchetto per diverse persone che avrebbero voluto sul tavolo un vino pregiato e particolare che non si trovava sul mercato. Il gruppo criminale aveva quindi proposto di procurare il vino e di portarlo direttamente nei locali. Il ristoratore avrebbe dovuto pagare in anticipo a un corriere, un socio della banda, l’importo del vino francese e i soldi spesi gli sarebbero stati restituiti al momento del pasto. Naturalmente non uno degli imprenditori che ha pagato ha più rivisto il proprio denaro. Le bottiglie arrivavano nei locali con etichette e cartoni preparati ad arte e riuscivano a trarre in inganno i ristoratori, i quali versavano l’importo in contanti per centinaia di euro, in alcuni casi anche 500. In realtà, le bottiglie avevano un valore di poche decine di euro.

 

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