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Microplastiche nel Po:
situazione migliore del previsto
nella ricerca della Sapienza

La presenza e la quantità di plastica nel Po ad oggi non raggiunge un livello di criticità. Questo è la buona notizia che emerge dalla prima sperimentazione scientifica di campionamento e provenienza delle microplastiche nel più lungo fiume italiano, realizzata dall’Autorità Distrettuale del Fiume Po in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, Arpa Daphne e AIPo.
I risultati del progetto MANTA RIVER PROJECT, mostrano un quadro complessivo più rassicurante del previsto o di quanto supposto in avvio di ricerca.
Partendo dal presupposto che la presenza di plastica è comunque un problema da risolvere al meglio con azioni concrete, lo stato della risorsa idrica del Po non è allarmante.
L’incremento del numero dei depuratori e il conseguente livello di depurazione hanno prodotto, con il trascorrere del tempo, esiti positivi e l’introduzione della pratica della raccolta differenziata in vaste aree del Nord del paese sta dando progressivamente buoni frutti anche da questa prospettiva.
Tutto questo però non deve assolutamente far abbassare la guardia nella lotta all’abbattimento di tutte le possibili quantità e presenze di materiali plastici nelle acque dei nostri fiumi, ma rafforzare il convincimento che la strada imboccata è quella dei comportamenti virtuosi e azioni corrette.

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